

Lo spread italiano è sceso sotto i 90.
Una notizia storica, visto che solo due anni fa ballava sopra i 200 come un elefante impanicato.
Un risultato che potrebbe significare: meno interessi sul debito, più margini per investire, una boccata d’ossigeno per famiglie e imprese.
Eppure… silenzio.
Dove sono finiti i difensori del popolo, i megafoni della verità, i moralisti in felpa cashmere?
Gaza, sempre Gaza
No, loro sono occupati.
Devono parlare di Gaza.
Con tono grave e sguardo intenso, postano ogni giorno indignazione prêt-à-porter.
Dimenticando, però, di spiegare cosa succede… a casa loro.
Perché diciamolo: parlare dello spread richiede studio, dati, contesto.
Parlare di geopolitica a caso, invece, richiede solo un filtro Instagram in bianco e nero.
I Radical Dica Chic – Anatomia del postatore impegnato
Indossano t-shirt con Che Guevara o ciondoli tibetani, ma vivono tra Trastevere e i Navigli.
Non sanno cos’è un BTP, ma ti spiegano la geopolitica dell’Iran con citazioni da Wikipedia.
Lo spread scende?
«Colpa di Draghi, forse. O del karma. Passami il vino bio.»
Parlano del mondo, ma ignorano la spesa al supermercato sotto casa.
E quando il PIL cresce, si preoccupano.
Non per gli italiani, ma perché temono che qualcuno dica “l’economia migliora” senza prima aver chiesto il permesso all’UNHCR.
I 5 Stelle? Sintonizzati su Marte
Intanto i 5 Stelle osservano in silenzio.
Non parlano dello spread, ma nemmeno della benzina, dei mutui, o del caro affitti.
Dopo anni passati a demonizzare i mercati, ora sono troppo occupati a decifrare i messaggi degli alieni grillini dal 2042.
Ma l’Italia ha bisogno di parole semplici
Lo spread che scende è una buona notizia per tutti.
Ma non è “trendy”.
Non fa lacrimare nessuno.
Non divide il pubblico tra buoni e cattivi.
E quindi?
Meglio ignorarlo.
Nel frattempo, però, una cosa è certa:
quando lo spread sale, urlano allo scandalo.
Quando scende, spariscono tutti.
Che si tratti di coerenza, forse, non è mai stato il punto.
📌 Centro(pensante)
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