Sono abruzzese. E questa è già una dichiarazione di identità.
Vengo da una terra dove la montagna incontra il mare, dove si lavora con le mani e si parla poco, ma si dice molto. Una terra ruvida e sincera, come le cose vere.
Per oltre trent’anni ho vissuto il mondo della ristorazione, come maître di sala. Alberghi, ristoranti, navi da crociera: la mia vita era fatta di servizio impeccabile, sorrisi dosati, attenzione ai dettagli. Ma soprattutto, di persone. Ho servito clienti da ogni parte del mondo, ma anche storie, emozioni, momenti importanti.
Poi, a 45 anni, ho scelto un’altra rotta. Per vent’anni ho lavorato come tecnico in una scuola alberghiera. Non insegnavo con i libri, ma con l’esperienza. Ho affiancato generazioni di ragazzi e ragazze, mostrando loro cosa significa davvero lavorare nella sala di un ristorante: rigore, cura, eleganza, e soprattutto passione.
Oggi, sotto questo cielo che continua a girare, ho deciso di scrivere.
Sotto il cielo è il mio spazio.
Un blog dove parlo di politica, sport, cibo, vino, vita.
Non c’è una linea editoriale. C’è uno sguardo. Il mio.
Sincero, diretto, curioso. A volte critico, a volte poetico, sempre vero.
Credo che tutto possa essere raccontato, se si ha il rispetto per farlo.
La politica, quando tocca le persone.
Lo sport, quando è sacrificio e orgoglio.
Il vino e il cibo, quando raccontano un territorio, una cultura, un ricordo.
E la vita… quella che passa, quella che resta.
Scrivo come ho sempre lavorato: in piedi, attento, con rispetto.
Benvenuti sotto il cielo.
Qui si accolgono idee, storie, pensieri. Come si fa in una buona sala: con stile.
Sott’a stu cièle ce sta post’ pe tutt’, basta avé core e rispette.
