I deputati della flottilla tornano in Italia: vacanze finite, ma solo per noi

“La flottilla è rientrata: trolley in mano, selfie pronti. Ma il biglietto, indovinate chi l’ha pagato?”

Sono rientrati in Italia.
La flottilla dei deputati è approdata di nuovo al porto sicuro di Roma, dopo lo scalo forzato in Israele. Sembravano reduci da una crociera interrotta più che da una missione politica. Intercettati, trattenuti, rimandati indietro: un viaggio che sapeva di pacchetto turistico improvvisato, ma con un vantaggio non da poco.

Ma chi ha pagato il biglietto?
Il cittadino comune, per tornare a casa, deve scegliere tra voli low cost che non lo sono e tasse aeroportuali più pesanti della valigia. Loro no. Loro hanno sempre il rimpatrio compreso, come in un “political all inclusive”.

Eccoli, dunque, rientrare con l’aria di chi ha fatto la sua parte: dichiarazioni indignate, pose davanti ai microfoni, hashtag pronti per i social. Il rientro diventa passerella.

Ma intanto resta sospesa la vera domanda: e di Gaza, cosa rimane?
Rimangono macerie e polvere. Rimangono ospedali senza medici, scuole senza tetti, famiglie senza casa. Rimangono bambini che non hanno mai conosciuto il silenzio della pace.

Il contrasto è brutale: loro tornano con il trolley in mano e il biglietto pagato da qualcun altro. Gaza resta senza futuro.
Per noi vacanze finite. Per loro, vacanze permanenti.

Ben tornati, onorevoli della flottilla.
Noi ci rituffiamo nelle bollette e nella benzina a due euro. Voi, invece, potete continuare a coltivare il privilegio più resistente di tutti: viaggiare sempre gratis.


🎭 Finale caustico

In Italia cambiano i governi, cambiano le stagioni, cambiano pure i social dove farsi i selfie.
Ma una cosa non cambia mai: il biglietto lo paga sempre Pantalone.

Il Sognatore Lento