💬 La “miracolosa” riforma Fornero

Una presa in giro lunga più di dieci anni – tra sprechi ignorati e

dignità negata

Introduzione

Ancora oggi c’è chi la chiama “riforma miracolosa”.
Io, invece, continuo a considerarla una delle più grandi prese in giro per i lavoratori italiani.

E vi spiego perché.

Quando una legge taglia in modo così netto i diritti e le uscite pensionistiche, diventa strutturale, cioè praticamente eterna.
Una volta fatta, nessun governo riesce più a toccarla.
È come un macigno messo sul futuro: tutti promettono di cambiarla, ma nessuno ci riesce davvero.

Bisogna andare a cercare gli sprechi veri, quelli nascosti tra i privilegi di chi non ha mai pagato davvero il prezzo delle proprie decisioni.
E da lì, ripartire.
Perché la giustizia sociale non nasce da tagli ciechi, ma da un equilibrio che deve valere per tutti.

🚘 Auto blu e autisti: il lusso di Stato

Nel 2011-2012 la spesa per le auto blu e auto grigie di servizio era di circa 1,1 miliardi di euro l’anno.
Oggi, secondo la FILCAMS-CGIL, la cifra sfiora i 4 miliardi di euro l’anno considerando vetture, autisti e gestione della flotta pubblica.

Alcune sono necessarie, certo, ma la domanda resta: quante davvero indispensabili?
Io credo che almeno 3 miliardi potrebbero essere risparmiati ogni anno.
E questo sì sarebbe un risparmio strutturale, non una tassa nascosta sui lavoratori.

💶 Stipendi politici fuori scala

In un Paese dove la media dei lavoratori guadagna 1.200–1.500 euro al mese, è difficile giustificare stipendi parlamentari da oltre 15.000 euro.

La proporzione dovrebbe essere semplice:
se un cittadino prende 1.500 euro, un deputato potrebbe prenderne tre volte tanto — 4.500 o 5.000 euro tutto compreso.

Sarebbe dignitoso, proporzionato e rispettoso.
Solo questa misura libererebbe centinaia di milioni di euro l’anno senza togliere nulla ai servizi.

📄 Consulenze d’oro e incarichi esterni

Ogni anno la Pubblica Amministrazione spende oltre 1 miliardo di euro in consulenze esterne, studi e incarichi temporanei.
Molte volte si tratta di lavori che duplicano quelli dei dipendenti già assunti e pagati per farli.
Un sistema che alimenta clientelismo e sprechi cronici, spesso senza alcuna valutazione dei risultati.

🏢 Enti inutili e partecipate fantasma

In Italia esistono ancora più di 5.000 società partecipate pubbliche, molte senza dipendenti o in perdita cronica.
Tra municipalizzate, consorzi e agenzie regionali, si spendono oltre 10 miliardi l’anno per mantenere poltrone, sedi e consigli di amministrazione spesso inutili.
Chiuderne anche solo la metà significherebbe risparmiare miliardi senza toccare un solo servizio ai cittadini.

🕰️ Il costo della burocrazia

La burocrazia inefficiente costa ogni anno oltre 57 miliardi di euro in tempi morti, ritardi e adempimenti inutili.
Una tassa invisibile su chi lavora e investe.
Tagliare la lentezza, semplificare davvero e responsabilizzare chi blocca i processi sarebbe la riforma più grande di tutte.

🏥 Sanità e sprechi

La sanità pubblica italiana è un orgoglio nazionale, ma soffre per sprechi stimati in oltre 20 miliardi l’anno: appalti gonfiati, strutture mai aperte, incarichi inutili.
Mentre medici e infermieri si spaccano la schiena, c’è chi fa carriera politica nei corridoi delle ASL.
Basterebbe tagliare i privilegi, non i reparti.

🏛️ Finanziamenti ai partiti e fondazioni

Aboliti solo sulla carta, i finanziamenti pubblici ai partiti continuano a vivere sotto forma di rimborsi elettorali, fondazioni, contributi stampa e fondi ai gruppi parlamentari.
Il costo stimato supera i 200 milioni di euro l’anno.
Una rendita mascherata che andrebbe tagliata con trasparenza e coraggio.

🪙 Vitalizi e pensioni d’oro

Nonostante gli annunci, i vitalizi non sono mai scomparsi davvero.
Tra ex parlamentari, consiglieri regionali e alte cariche pubbliche, la spesa resta attorno ai 700 milioni di euro l’anno.
A ciò si aggiungono pensioni d’oro oltre i 20.000 euro al mese, frutto di carriere privilegiate e contributi sproporzionati.
Finché chi decide continuerà a vivere in un sistema separato da chi lavora, nessuna riforma potrà dirsi giusta.

😢 Gli “esodati”: quando una riforma fa piangere chi lavora

Con la Riforma Fornero del 2011, l’età pensionabile fu innalzata bruscamente e senza adeguati periodi di transizione.
Decine di migliaia di persone che avevano lasciato il lavoro in base alle regole precedenti, spesso con accordi aziendali, si trovarono senza stipendio e senza pensione.
Da qui il termine “esodati”: lavoratori esodati dal lavoro e dal diritto alla pensione.

In sostanza, oltre 150.000 persone rimasero per mesi o anni senza reddito.
Molti persero i risparmi di una vita, altri caddero nella disperazione.
Ci furono suicidi, lettere, proteste: la riforma dei conti fece piangere le persone reali.

Altro che monumento: la Fornero andrebbe studiata nei libri di scuola come esempio di ciò che non deve mai più accadere.
Una riforma che ha risparmiato miliardi, ma ha bruciato fiducia, dignità e vite reali.



⚖️ Conclusione

La vera riforma non è quella che taglia le persone per far quadrare i conti,
ma quella che taglia gli sprechi per restituire dignità al lavoro.

L’Italia non ha bisogno di nuove tasse o di nuove riforme miracolose:
ha bisogno di onestà, equilibrio e rispetto verso chi ogni giorno costruisce valore reale.

Finché si continuerà a chiedere sacrifici ai più deboli e a proteggere i privilegi di pochi,
nessun bilancio potrà dirsi in pareggio — perché un Paese iniquo è sempre in perdita.

✍️ Il Sognatore Lento