🌟 Racconto 2 – Il Lupo che non faceva paura

(Serie: Il Bosco dei Colori)
✍️ Il Sognatore Lento

Il viaggio per ritrovare i colori era appena iniziato.

Bartolomeo camminava piano sul sentiero, controllando che Ricciolina non inciampasse nei rametti, mentre Gocciolina saltellava tra i rami in cerca del blu.

«Il giallo è tornato» cinguettò l’uccellino guardando il cielo. «Ma gli altri colori… sembrano ancora addormentati.»

Il bosco era strano.
Non triste, non buio… semplicemente spento.
Come se qualcuno avesse abbassato il volume dei colori.

Le foglie erano verdi solo a metà, il fiume non luccicava più, e le farfalle volavano piano, come se non sapessero dove andare.

«Dobbiamo essere coraggiosi» disse Bartolomeo, cercando di sembrare più grande di quanto fosse.

Ricciolina annuì, anche se il suo musetto tremava un pochino.
«Sì… il bosco conta su di noi.»

Camminarono fino alla Radura delle Ombre Corte, un luogo dove gli alberi formavano un grande cerchio e il sole disegnava macchie chiare e scure sul terreno.

Fu lì che lo sentirono.

Auuuuu…
… ma non era un ululato forte.
Era più simile al verso di un flauto che stona.

Gocciolina sgranò gli occhi.
«Che era quello?»

Auuuu—uuu…
Un ululato ancora più debole.

Bartolomeo inspirò profondamente.
«Sembra qualcuno in difficoltà.»

Ricciolina, più prudente, si nascose dietro di lui.
«Sembra un lupo… ma un lupo che ha perso la voce.»

Seguendo quel verso buffo e stanco, i tre amici arrivarono davanti a un tronco caduto.

Lì, seduto con le orecchie basse e la coda trascinata, c’era Lupo Lento.
Il suo mantello grigio era sbiadito, quasi argento spento.
Provava a ululare… ma usciva solo un suono triste, affaticato.

«Auuu—… oh, ma che figura faccio!»
Il lupo si coprì il muso con una zampa, frustrato.

Bartolomeo fece un passo avanti.
«Ciao… tutto bene?»

Lupo Lento sbuffò.
«Come può andare tutto bene? Il blu non c’è più! Senza blu non arriva la notte! E senza notte… io non so quando ululare! Sono un lupo che non fa paura… e neanche un po’ di eco mi torna indietro!»

Ricciolina osservò il cielo pallido.
Era vero: non era giorno, ma non era neanche sera.

Ricciolina tocca l’acqua della Pozza Specchio, mentre la Civetta li osserva dall’alto.
Ogni gesto gentile fa brillare un po’ di colore in più.


La notte non sapeva più quando arrivare.

«Non è colpa tua» disse Bartolomeo con dolcezza.
«L’Orologio del Bosco si è fermato. E noi stiamo cercando di riportare indietro i colori.»

Il lupo sollevò un sopracciglio.
«Voi tre? Un orsetto, una riccia e un uccellino minuscolo?»

Gocciolina gonfiò il petto.
«Minuscolo ma coraggiosissimo!»

Il lupo sospirò ancora.
«Vorrei solo… ululare come un tempo. Il bosco ha bisogno della notte. E io… mi sento inutile.»

Ricciolina gli si avvicinò, pur con un po’ di timore.
«Se il blu non scende dal cielo, forse possiamo trovarlo noi da un’altra parte.»

E Gocciolina svolazzò entusiasta:
«Sì! Io conosco un posto! Venite!»


🟦 La Pozza Specchio

Bartolomeo, Ricciolina, Gocciolina e Lupo Lento si incontrano alla Pozza Specchio, il luogo dove le emozioni diventano colori.
È qui che inizia il ritorno del blu.

Camminarono tra alberi bassi e foglie scricchiolanti finché non arrivarono a una piccola radura.

Al centro, come una gemma nascosta, c’era la Pozza Specchio.
Acqua limpida, liscia come vetro, così calma che rifletteva ogni cosa – anche quelle che non si vedevano con gli occhi.

«È qui» disse Gocciolina.
«Questa pozza riflette le emozioni. Se il blu è nascosto… qui può tornare.»

Lupo Lento si avvicinò con passo esitante.
«Devo… toccarla?»

«Sì» disse Bartolomeo. «Ma piano, come se stessi accarezzando la notte.»

Il lupo posò una zampa nell’acqua.

Per un attimo non successe nulla.
Solo un piccolo rotolino di onde.

Poi, all’improvviso…

Un cerchio blu scuro si aprì nell’acqua.
Un blu profondo, luminoso, vivo.
Sembrava una porta verso un cielo notturno pieno di stelle.

Lupo Lento rimase senza fiato.
«L’ho… l’ho fatto io?»

Ricciolina saltellò felice.
«Sì! Il tuo desiderio della notte ha chiamato il blu!»

Sotto le stelle, gli amici guardano il blu che torna a splendere.
Il bosco respira di nuovo, e la notte ritrova la sua magia.

E il blu rispose.
Si sollevò dalla pozza come una nebbia luminosa e gentile.
Piano-piano si allargò tra gli alberi, salì sul Prato Morbido, oltre il Tunnel dei Rami, e… finalmente… raggiunse il cielo.

E il cielo, come se avesse ricordato chi era, si trasformò in un azzurro più intenso.

Il bosco sospirò di sollievo.
Le ombre si allungarono.
L’aria profumò di sera.


🌙 Il ritorno della notte

Per la prima volta dopo tante ore, la notte tornò a bussare.

Non era buia, non faceva paura.
Era una notte morbida, piena di stelle che sembravano contentissime di essere tornate.

Lupo Lento inclinò la testa, emozionato.
«Posso… posso provare di nuovo?»

Bartolomeo annuì.
Ricciolina si mise le zampette sulle orecchie.
Gocciolina si posò su un ramo per ascoltare meglio.

Il lupo inspirò.
Poi…

AUUUUUUUUUUUUUU!

Un ululato pieno, lungo, bellissimo, che risuonò tra le colline.

Perfino le stelle sembrarono tremare per applaudirlo.

«Lupo Lento!» gridò Ricciolina. «Adesso sì che fai paura! …ma quella paura che piace!»

Il lupo rise, e una risata di lupo è una cosa rara.
«Finalmente… mi sento di nuovo me stesso.»

Poi guardò i tre amici.
«Posso venire con voi? Il blu è tornato, ma mancano gli altri colori. E… non voglio restare da solo. È brutto essere un lupo senza un branco.»

Bartolomeo sorrise e gli diede una pacca sul fianco.
«Certo che puoi venire. Più siamo, più forza avremo.»

Ricciolina annuì:
«Il bosco ha bisogno di tutti i suoi amici. Anche dei lupi lenti.»

Gocciolina svolazzò felice sopra di lui.
«Benvenuto nel nostro piccolo branco!»

E così, in quattro — un orsetto, una riccia, un uccellino e un lupo un po’ lento ma con un cuore enorme — il viaggio continuò.

Il secondo colore — il blu — era tornato.
La notte aveva di nuovo un posto nel Bosco dei Colori.

E nuovi colori li aspettavano, proprio dietro la curva del sentiero.


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