Quando la Terra Tradisce: lezione non imparata tra Vajont, Stava e Lago di Bomba

Il disastro del Vajont è stato un disastro ambientale ed umano verificatosi la sera del 9 Ottobre 1963, nel neo-bacino idroelettrico artificiale del torrente Vajont nell’omonima valle, dovuto alla caduta di una frana dal soprastante pendio del Monte Toc

Nel mio articolo precedente, ho parlato della diga di Bomba e delle analogie con tragedie come quella del Vajont e di Stava. Molti mi hanno fatto notare che la situazione oggi è diversa, che il rischio è minimo, che i progressi tecnologici rendono improbabili disastri simili. Ma onestamente, io non sono così sicuro. Se non impariamo dalle tragedie passate, rischiamo di ripetere gli stessi errori. E per quanto mi riguarda, questo sarebbe inaccettabile.

Nel 1963, il disastro del Vajont non fu solo una tragedia, ma un campanello d’allarme che ci avrebbe dovuto insegnare a non sottovalutare mai i rischi geologici e le condizioni instabili in cui venivano costruite alcune

infrastrutture. La frana nel bacino della diga provocò un’onda che spazzò via Longarone, uccidendo circa 2.000 persone. Poi, nel 1985, un altro disastro colpì Stava, con il crollo dei bacini di detriti minerari che causò un’alluvione devastante. Entrambi questi eventi sono nati dalla stessa negligenza: la mancanza di attenzione ai rischi reali e una gestione superficiale delle infrastrutture.

Oggi, quando sento parlare del progetto di trivellazione vicino al lago di Bomba, la sensazione che provo non è quella di rassicurazione, ma di preoccupazione. Mi dicono che i rischi sono minimi, che il progresso tecnologico rende questi incidenti impensabili. Ma io non sono così convinto. Non possiamo mai abbassare la guardia. La storia ci ha insegnato che la prevenzione deve essere la priorità, e non possiamo permetterci di ignorare i segnali di pericolo. Non possiamo affidarci solo a parole vuote.

Progresso e Responsabilità

Non sono contrario al progresso, né all’estrazione delle risorse naturali, perché so che sono essenziali per lo sviluppo economico del paese. Ma credo che ogni attività industriale debba essere gestita con la massima responsabilità. Le tecnologie moderne sono senza dubbio un alleato, ma non dobbiamo mai dimenticare che ogni intervento ha dei rischi. Ecco perché la sicurezza deve essere sempre la priorità, e la trasparenza deve essere totale.

Le trivellazioni vicino al lago di Bomba, come altre grandi opere, non devono essere fermate senza giusta causa, ma devono essere monitorate con il massimo rigore. Il progresso non deve mai significare mettere a rischio l’ambiente o la vita delle persone. Ogni progetto deve passare attraverso una valutazione accurata e una gestione responsabile dei rischi. Se davvero vogliamo un futuro sostenibile, non possiamo permetterci di agire con leggerezza.

La Politica e la Sfiducia Popolare

Un altro aspetto che mi preoccupa profondamente è la politica. In Italia, troppo spesso, vedo che le decisioni vengono prese in base alle convenienze politiche, non per il bene delle persone. I politici, invece di concentrarsi sul miglioramento delle condizioni di vita, spesso si preoccupano solo di mantenere la poltrona. E questo crea sfiducia. La politica diventa un gioco di potere, dove la sicurezza e il benessere dei cittadini sono messi da parte per ottenere consensi e vantaggi elettorali.

Non credo che la popolazione sia ignorante o che non capisca i rischi. Piuttosto, credo che la gente sia scettica perché, nel corso degli anni, ha visto tante promesse non mantenute. Le persone non sono stupide. Sanno che, se non c’è una reale volontà di proteggere l’ambiente e la loro sicurezza, la situazione può diventare molto pericolosa. La politica, invece di rispondere ai veri bisogni delle persone, spesso sembra concentrarsi su interessi a breve termine, e questo alimenta la sfiducia. Io stesso, che cerco sempre di essere informato, trovo che la comunicazione sia spesso frammentaria e poco chiara. Questo non aiuta.

Conclusione: La Lezione del Passato

Le tragedie del Vajont e di Stava devono essere ricordate, non solo come una memoria storica, ma come un insegnamento fondamentale. Non possiamo permetterci di dimenticare gli errori del passato, perché rischiamo di ripeterli. Io credo fermamente che possiamo conciliare il progresso con la responsabilità, ma per farlo è necessario che la politica si faccia carico di un vero cambiamento. La sicurezza deve essere sempre al primo posto, e non possiamo continuare a pensare che sia sufficiente promettere soluzioni senza fare i conti con la realtà.

Se vogliamo costruire un futuro migliore, dobbiamo smettere di concentrarci sul mantenimento del potere e cominciare a mettere al centro le persone e l’ambiente. Solo così possiamo avere davvero un progresso sostenibile, che non comprometta il nostro futuro.


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