Tre episodi di crescita a Montenerodomo

Episodio 2
Chi guardava imparava
La lezione silenziosa dell’attesa
Attorno al calcio balilla non c’erano solo i giocatori.
C’era sempre qualcuno che stava un passo indietro.
Chi aspettava il turno con le mani in tasca.
Chi appoggiava il fianco al tavolo senza dire nulla.
Chi fingeva di non guardare, ma seguiva ogni movimento.
Non era tempo perso.
Era apprendimento.
Si imparava così: osservando.
Guardando come uno muoveva appena l’asta prima del tiro,
come un altro aspettava il momento giusto senza fretta,
come qualcuno sbagliava e non faceva una piega.
C’era chi perdeva spesso.
Sempre lo stesso risultato, quasi puntuale.
Ma tornava.
Il giorno dopo, la settimana dopo.
Tornava e giocava ancora.
Non chiedeva spiegazioni.
Non cercava scorciatoie.
Restava lì, a imparare piano.
I silenzi dicevano più delle parole.
Uno sguardo bastava a far capire che avevi esagerato.
Un mezzo sorriso ti diceva che stavi migliorando.
Nessuno faceva lezioni. Nessuno dava consigli non richiesti.
Si imparava il tempo.
L’attesa.
Il rispetto del turno.
E si imparava anche a stare al proprio posto, senza sentirsi meno.
Perché, prima o poi, il momento arrivava.
Quando finalmente prendevi posto al tavolo,
non eri più lo stesso di prima.
Avevi visto, ascoltato, capito.
Senza che nessuno ti avesse insegnato niente.
A Montenerodomo funzionava così.
Chi guardava, imparava.
E quando toccava a te, lo sapevi già.

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