La Befana passa, i borghi aspettano

La Befana passa anche nei borghi di montagna.
Non fa annunci.
Non convoca conferenze stampa.
Non promette fondi “in arrivo”.

Guarda le case chiuse, conta le luci accese, ascolta il silenzio che resta dopo le feste.
Poi apre il sacco.

Dentro non ci sono dolci né carbone cattivo.
Ci sono promesse riciclate, bandi senza strade, inaugurazioni senza futuro.
Tutto leggero. Tutto già visto.

Ai politici locali la Befana non lascia grandi rimproveri.
Solo un po’ di carbone simbolico.
Quanto basta per ricordare che il problema non è il freddo, né la neve, né l’altitudine.

I borghi non si spopolano da soli.
Qualcuno ha deciso che potevano aspettare.
Anno dopo anno.
Mandato dopo mandato.

La Befana riparte in silenzio.
Come fanno i giovani veri.
Quelli che non aspettano più.

✍️ Il Sognatore Lento


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