🌊 Racconto 6 – La Corrente che Cambia Idea

(Il Sognatore Lento)

Il Vento Blu navigava da ore senza fretta.
Non correva.
Non tagliava il mare.
Lo accarezzava.

Le vele si gonfiavano e si sgonfiavano con un ritmo lento, come un petto che respira nel sonno.
Ogni tanto emettevano un suono lieve, un fiuu… fiii…, simile a una ninna nanna che il vento conosceva a memoria.

Jim era seduto sul ponte, con la schiena appoggiata all’albero maestro.
La mappa dell’Isola-Luna era aperta sulle sue ginocchia.
La X rossa, al centro, sembrava tranquilla.

Non brillava.
Non chiamava.
Aspettava.

Il mare intorno a loro aveva mille colori:
azzurro chiaro vicino allo scafo,
verde più lontano,
blu profondo verso l’orizzonte.

«È bello così» disse Jim piano.
«Quando tutto va dritto.»

Capitan Long John, appollaiato su una cima, non rispose subito.
Si limitò a guardare l’acqua con un occhio solo, come faceva quando stava pensando davvero.

E fu proprio allora che accadde.

Non ci fu uno scossone.
Non ci fu un grido del vento.
Non ci fu alcun segnale chiaro.

Semplicemente…
il mare decise di fare altro.

Lo scafo del Vento Blu rallentò.
Le onde non arrivavano più dritte, ma di lato.
La nave fece una piccola curva, poi un’altra, come se qualcuno stesse girando piano una manopola invisibile.

Le vele cantarono una nota storta.
Un suono breve, esitante.

«Fiu…?»

Jim si alzò in piedi di scatto.

«Long John?»
«Perché stiamo girando?»
«La mappa non diceva di andare dritti?»

Il pappagallo sbatté le ali una sola volta e atterrò sul ponte.
Il cappello da pirata gli scivolò un po’ di lato.

«Ah…» disse.
«Eccola che arriva.»

«Chi?» chiese Jim, guardandosi intorno.

Long John indicò il mare con la punta dell’ala.
«La Corrente che Cambia Idea.»

Jim aggrottò la fronte.
«Una corrente… che cambia idea?»

«Esatto» rispose il pappagallo.
«A volte vuole andare a nord.
A volte a sud.
E a volte… decide che nessuno ha ragione.»

Il mare intorno a loro non sembrava pericoloso.
Era calmo.
Ma si muoveva in cerchi lenti, come se stesse ripensando a qualcosa.

Jim sentì una punta di fastidio.
Non paura.
Fastidio.

«Ma noi dobbiamo arrivare all’Isola-Luna» disse.
«Se continuiamo a girare così, non arriveremo mai.»

Prese una corda arrotolata vicino a lui.
Era ruvida sotto le dita.
Solida.
Sicura.

«Posso tirare» disse deciso.
«Magari, se tiriamo forte, il Vento Blu obbedisce.»

Long John non disse nulla.

Jim tirò.

La corda si tese.
Il legno del ponte scricchiolò.
La nave vibrò… ma non avanzò.

Jim tirò ancora.
Più forte.

«Dai!» borbottò.
«Andiamo!»

Il mare continuava a muoversi piano, senza fretta, come se non avesse sentito nulla.

Jim sentì il respiro farsi corto.
Il cuore battere più veloce.
Le mani sudate sulla corda.

«Perché non funziona?» disse, quasi arrabbiato.

Il Vento Blu emise un suono basso e profondo.
Non era un canto.
Era un sospiro.

Long John si avvicinò lentamente.
Non lo rimproverò.
Non lo fermò subito.

Aspettò che Jim si fermasse da solo.

Quando Jim lasciò finalmente la corda, esausto, il pappagallo parlò.

«Esploratore Jim» disse con voce calma.
«Questa è una lezione che il mare insegna a tutti.
Prima o poi.»

Jim si sedette sul ponte, con le gambe penzoloni.
Guardava l’acqua senza più parlare.

«Quale lezione?» chiese dopo un po’.

Long John si sistemò accanto a lui.
«Che non tutto si controlla.»
Fece una pausa.
«E che più tiri… più alcune cose resistono.»

Jim rimase in silenzio.
Il vento gli muoveva i capelli.
Il sole scaldava il legno sotto di lui.

«Ma se non faccio niente…» disse piano.
«Non è come rinunciare?»

Il pappagallo sorrise.
«No.»
«È come ascoltare.»

Jim chiuse gli occhi.

All’inizio sentì solo il vento.
Poi il canto lontano delle vele.
Poi qualcosa di più profondo:
un ritmo lento sotto tutto.

Il mare respirava.

Non come una persona.
Come qualcosa di antico che sa aspettare.

«Va bene…» disse Jim, quasi sussurrando.
«Possiamo andare dove vuoi tu.»

Non successe subito.

Ma poco a poco…
le onde cambiarono forma.
I cerchi si allargarono.
La corrente prese una direzione nuova.

Non quella di prima.
Un’altra.

Il Vento Blu si mosse.
Prima piano.
Poi con decisione.

Le vele cantarono di nuovo, ma con una melodia diversa.
Più profonda.
Più calma.

Jim aprì gli occhi.

«Stiamo andando…»
«Ma non dove pensavo.»

Long John annuì.
«Esatto.»
«E spesso è proprio lì che succede qualcosa di importante.»

Jim guardò la mappa.
La X rossa non si era spostata.
Eppure sentiva che il viaggio stava andando nel modo giusto.

Dentro di lui, qualcosa si era allentato.
Come una corda troppo tesa che finalmente smette di fare male.

Il mare ora era liscio davanti alla prua.
Il cielo più ampio.
Il vento gentile.

Jim sorrise.

Aveva imparato la prima grande verità del viaggio:

Non tutto si comanda.
Non tutto si spinge.
Alcune cose vanno seguite.

Il Vento Blu avanzava.
La Corrente che Cambia Idea era soddisfatta.

E l’avventura, adesso, non aveva più fretta.


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