
Ho letto il manifesto.
E capisco la critica, perché i problemi ci sono.
Ma qui bisogna dirla tutta, senza ipocrisie:
non è solo colpa dell’amministrazione.
E non è neppure una questione di destra o sinistra.
La responsabilità è anche nostra.
Di una cittadinanza che troppo spesso ragiona “da provincia”:
👉 A me conviene?
👉 A me serve?
👉 Io cosa ci guadagno?
E così ogni volta che qualcuno prova a cambiare davvero qualcosa, parte il solito coro:
- “No, qui no”
- “Non si tocca”
- “Meglio com’era”
- “A me non va bene”
E l’esempio più chiaro è l’ospedale:
per anni si è fatto di tutto per tenerlo dov’è,
non per scelta tecnica o per futuro,
ma per campanile, abitudini, interessi, paura di perdere “il proprio”.
Poi però ci lamentiamo se:
- i servizi non migliorano
- le infrastrutture restano lente
- le opere si bloccano
- i giovani se ne vanno
Quindi sì, critichiamo pure treni, bus, terminal e strade.
Ma se continuiamo a vivere di polemiche e interessi personali,
non cambierà mai niente.
Perché la verità è questa:
il problema non è solo chi governa.
Il problema è anche chi guarda… e non vuole vedere.

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