La pizza scima

Ricetta e racconto (Il Sognatore Lento)

Ci sono pani che crescono.
E poi ci sono pani che non chiedono permesso.

La pizza scima non aspetta il tempo, non aspetta il lievito, non aspetta nulla.
Nasce così: diretta, come certe persone d’Abruzzo…
quelle che non fanno scena, ma quando arrivano a tavola, si fanno rispettare.

È un pane antico, povero e intelligente.
Uno di quelli che venivano fatti “al bisogno”, quando la giornata era lunga e il lavoro non lasciava spazio alle lentezze.

Eppure, dentro questa focaccia bassa e compatta, c’è un mondo intero:
il profumo del grano, la forza dell’olio, il vino che dà carattere,
e quel gesto semplice di incidere la superficie a rombi, come si faceva una volta,
perché tutto doveva essere pratico, porzionabile, condivisibile.

Il nome “scima” sembra arrivare dal dialetto “açime”, cioè azzimo,
e qualcuno dice che questo pane porti ancora addosso una memoria lontana:
quella delle comunità ebraiche che un tempo abitavano l’Abruzzo.

Non è solo una ricetta.
È un modo di dire: ci siamo anche oggi”.

E quando la cuoci, soprattutto se immagini il vecchio coppo nel camino,
capisci una cosa semplice:
la pizza scima non è fatta per stupire.
È fatta per accompagnare.
E in quel gesto umile, diventa perfetta.


INGREDIENTI

  • 800 g di farina di grano solina
  • 300 ml di olio extravergine d’oliva
  • 400 ml di Trebbiano d’Abruzzo
  • sale q.b.

PREPARAZIONE – Pizza Scima

Pizza scima

Fase 1 – La fontana

Setacciate la farina e disponetela a fontana su una spianatoia.
Aggiungete il sale e versate poco alla volta il vino bianco e l’olio extravergine d’oliva.

👉 Qui non c’è magia: c’è solo materia vera.
E il profumo del Trebbiano, appena entra nell’impasto, sembra già raccontare una storia.


Fase 2 – Le mani fanno il resto

Lavorate il composto con calma, regolando la consistenza.
L’impasto deve risultare liscio, omogeneo e morbido.

Non serve forza.
Serve presenza.
Perché certi impasti capiscono subito se sei distratto.


Fase 3 – Stendere il pane che non cresce

Con un mattarello stendete il panetto direttamente in teglia.
Lo spessore ideale è di circa 1,5 cm.

Non deve essere alto.
Deve essere giusto.
Come un pane nato per durare e non per fare scena.


Fase 4 – I rombi della memoria

Con un coltello incidete la superficie formando dei rombi:
così sarà più facile spezzarla e servirla.

Aggiungete un filo d’olio e un pizzico di sale, poi infornate a 180° per circa 1 ora.

La pizza scima sarà pronta quando risulterà ben dorata in superficie.

👉 Croccante fuori.
👉 Friabile dentro.
👉 E con quel profumo che sembra dire: “questa è casa.”


Consiglio da tavola (da Sognatore)

La pizza scima è nata per accompagnare:
salumi, formaggi, verdure, zuppe… ma anche solo un piatto semplice.

E soprattutto:
è uno di quei pani che, se avanza, il giorno dopo è ancora più buono.
Perché certi sapori non finiscono…
si riposano.



Il Sognatore Lento ✍️