Capitolo 9 – Quando il mondo reagisce

LUNA TRA DUE MONDI

Il giorno dopo, la scuola sembrava la stessa.
Stesse voci nei corridoi.
Stesso odore di gesso e detergente.
Stessa campanella che tagliava l’aria con precisione crudele.

Eppure Luna lo sentì subito:
qualcosa non era tornato al suo posto.

Non era magia visibile.
Era peggio.
Era una stonatura.

La normalità incrinata

Seduta al banco, Luna provava a seguire la lezione di matematica, ma i numeri le scivolavano addosso come pioggia su un vetro. Ogni tanto, il blu affiorava ai margini del suo sguardo, come un riflesso che non apparteneva a quella stanza.

Sara, due banchi più avanti, tamburellava le dita sul legno.
Non per noia.
Per contenersi.

Elia era in fondo all’aula.
Silenziosa.
Troppo.

Luna si voltò appena.
Per un istante, l’ombra di Elia non seguì il suo movimento.

Rimase indietro.
Come se esitasse.

Luna trattenne il respiro.
Poi tutto tornò normale.

O almeno… sembrò farlo.

Il primo segnale

All’intervallo, il cortile era pieno di voci e passi.
Un rumore rassicurante, quasi aggressivo nella sua vitalità.

«Lo senti anche tu?» chiese Sara, avvicinandosi a Luna.

Luna annuì.
«È come se qualcosa… stesse spingendo da sotto.»

Elia le raggiunse. Aveva il viso pallido.

«Non è solo una sensazione» disse. «Stamattina, nel bagno del corridoio est… lo specchio si è incrinato da solo.»

«Rotto?» chiese Sara.

Elia scosse la testa.
«No. Disegnato. Una crepa perfetta. Come una linea che cercava di uscire.»

Il quaderno, nello zaino di Luna, si scaldò.

Non vibrò.
Pesò.

Crepe

Nel pomeriggio, durante educazione artistica, accadde di nuovo.

Un foglio cadde a terra da solo.
Un barattolo di colore rotolò senza essere toccato.
Sulla parete in fondo all’aula, una sottilissima fenditura luminosa apparve e scomparve nel giro di un battito di ciglia.

Nessuno sembrava accorgersene.
Nessuno, tranne loro.

La prof Silvestri si fermò, il pennello sospeso a mezz’aria.
Incrociò lo sguardo di Luna.
Un solo, impercettibile cenno del capo.

Non era un rimprovero.
Era un avvertimento.

Il peso del Patto

Dopo scuola, si rifugiarono di nuovo dietro l’edificio, nel punto dove il muro era più scrostato e l’erba cresceva storta.

«Abbiamo fatto qualcosa di sbagliato?» chiese Sara, a bassa voce.

Luna aprì lo zaino e posò il quaderno sulle ginocchia.
«No. Ma abbiamo fatto qualcosa di… irreversibile.»

Elia si sedette per terra.
«Quando il Patto si è chiuso» disse «ho sentito come se il mondo avesse… risposto. Non con rabbia. Con resistenza.»

Il quaderno si aprì da solo.

Una frase emerse lentamente:

Ogni passaggio lascia traccia.
Non tutto ciò che dorme gradisce il risveglio.

Sara rabbrividì.
«Dormiva… cosa?»

Il vento soffiò più forte, sollevando polvere e foglie secche.
Per un istante, la luce del pomeriggio si piegò, come se guardassero il mondo attraverso acqua increspata.

Qualcosa osserva

«Non siete sole» disse la voce della prof alle loro spalle.

Si voltarono di scatto.
Silvestri era lì, le mani in tasca, lo sguardo serio.

«Il Patto non crea solo legami» continuò. «Crea attrito. Il mondo ordinario non ama essere attraversato.»

«Da chi?» chiese Luna.

La prof esitò.
Un tempo brevissimo.
Ma reale.

«Da ciò che vive negli spazi lasciati vuoti» rispose infine. «Da ciò che esiste tra una cosa e l’altra.»

Elia strinse le ginocchia al petto.
«E ora ci ha sentite.»

Silvestri annuì.
«Ora vi sente.»

La prima ombra

Mentre parlavano, una delle crepe nel muro alle loro spalle si illuminò appena.
Non di luce piena.
Di assenza.

Un’ombra sottile si mosse al suo interno.
Non aveva forma precisa.
Solo intenzione.

Luna sentì il blu risalirle lungo le braccia, non come calma… ma come protezione.

Sara fece un passo avanti, la luce verde tremolante, viva.
Elia alzò lo sguardo, e l’argento nei suoi occhi si fece più intenso.

Non c’era panico.
Solo consapevolezza.

«Non è qui per attaccare» sussurrò Elia. «Sta… misurando.»

L’ombra si ritrasse.
La crepa si richiuse, lasciando il muro com’era.

Il silenzio che seguì fu più pesante del rumore.

Una nuova regola

«Ascoltatemi bene» disse la prof. «Da ora in avanti, non basta sentire. Dovrete imparare a contenere. A scegliere quando usare ciò che siete.»

Luna chiuse il quaderno con decisione.

Il Patto non era più solo una promessa.
Era una responsabilità che il mondo aveva iniziato a contestare.

Sara inspirò profondamente.
«Quindi… questo è il prezzo.»

Elia annuì.
«E questo è solo l’inizio.»

Luna guardò la scuola, le finestre illuminate, la vita che continuava ignara.

La magia aveva aperto una porta.
Adesso il mondo stava bussando indietro.

E non tutti i colpi erano gentili.


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