“La Costituzione più bella del mondo.”

Sì.
Ma spesso solo per Mattarella e Benigni.

Perché in Italia succede una cosa curiosa:
la Costituzione è l’unico testo che tutti dicono di amare…
ma che pochi accettano di discutere.

Appena provi a dire che va aggiornata, che il Paese è cambiato, che i problemi sono nuovi, che il mondo corre…
ti guardano come se avessi bestemmiato.

Eppure Montanelli lo disse chiaro, senza poesia:

👉 “Questa Costituzione sembra vecchia dal primo giorno di vita.”

E forse il punto è proprio questo:
non è che sia brutta.
È che molti la usano come santino, non come strumento.


1) La prima verità: la Costituzione non è intoccabile

In Italia si finge che sia una cosa sacra, eterna, perfetta.

Ma la verità è semplice:

👉 la Costituzione è stata già modificata più volte.

Quindi la domanda non è “si può o non si può”.
Si può eccome.

La domanda vera è:

si vuole farlo seriamente o solo a colpi di propaganda?

Perché la Costituzione non è una reliquia.
È un patto tra cittadini e Stato.
E i patti, quando cambia la società, si aggiornano.


2) La seconda verità: non basta dire “è bellissima” se poi non funziona

Il problema non è la bellezza.

Il problema è l’efficacia.

Perché nel Paese reale, quello fuori dai palchi, abbiamo:

  • giustizia lenta (e spesso imprevedibile)
  • burocrazia infinita
  • istituzioni che rimbalzano responsabilità
  • leggi che cambiano ogni anno
  • riforme annunciate e mai finite
  • servizi pubblici che arrancano
  • territori che si svuotano
  • giovani che emigrano
  • una scuola che sopravvive a colpi di circolari

E allora la domanda non è provocatoria. È pratica:

👉 la “più bella del mondo” riesce ancora a reggere l’Italia del 2026?


3) La terza verità: la Costituzione nasce in un’Italia che non esiste più

La Costituzione del 1948 è figlia di un Paese:

  • giovane
  • povero ma pieno di futuro
  • con famiglie numerose
  • con lavoro stabile come orizzonte
  • con uno Stato centrale forte
  • con una società più “semplice” (meno globale, meno digitale, meno complessa)

Oggi invece abbiamo un’Italia:

  • anziana
  • frammentata
  • piena di precarietà
  • con emergenze nuove (digitale, energia, sicurezza, migrazioni, IA, geopolitica)
  • con territori interi che spariscono dalla mappa demografica

E qui arriva la verità che molti non vogliono sentire:

👉 un testo può essere giusto nei principi, ma vecchio negli strumenti.


4) La quarta verità: la “forma” dello Stato oggi è spesso lenta e confusa

Una delle critiche più concrete che si fanno (anche senza essere “contro” la Costituzione) è questa:

📌 lo Stato italiano spesso è lento
📌 e quando è lento diventa inermi
📌 e quando è inerte diventa ingiusto

Perché la lentezza non è neutrale.

La lentezza significa:

  • chi può permetterselo si arrangia
  • chi non può resta indietro
  • chi ha conoscenze passa avanti
  • chi non le ha aspetta anni

E questo non è un problema ideologico.
È un problema di uguaglianza reale.


5) La quinta verità: “aggiornare” non significa tradire

Qui serve chiarezza.

Dire “aggiorniamo la Costituzione” non significa:

❌ abolire i diritti
❌ cancellare l’antifascismo
❌ buttare via la democrazia
❌ riscrivere tutto per interesse di partito

Significa, più banalmente:

👉 rendere più moderni e più efficienti alcuni meccanismi dello Stato.

E soprattutto significa smetterla con l’ipocrisia nazionale:

celebrare i principi e poi vivere nella paralisi.


6) La sesta verità: la Costituzione viene invocata spesso a convenienza

Questa è la parte più italiana di tutte.

La Costituzione viene tirata fuori:

  • quando fa comodo
  • quando serve fare la morale
  • quando serve zittire l’avversario

Ma quasi mai viene usata come dovrebbe:

👉 come bussola quotidiana.

Perché i principi della Costituzione parlano chiaro:

  • dignità del lavoro
  • uguaglianza
  • diritti sociali
  • scuola
  • tutela del territorio
  • solidarietà

Eppure nella pratica spesso abbiamo:

  • lavoro povero
  • territori abbandonati
  • sanità a pezzi
  • giovani che scappano
  • scuola trattata come burocrazia

Allora il punto è semplice:

non basta dire “è la più bella del mondo”.
Bisogna dimostrarlo con i fatti.


7) Conclusione: non è un santino. È un attrezzo.

La Costituzione non è una poesia.
Non è una statua.
Non è una messa laica.

È un attrezzo.

E un attrezzo serve per lavorare, non per commuoversi.

Per questo la frase di Montanelli brucia ancora:

👉 “Questa Costituzione è vecchia dal primo giorno di vita.”

Forse non perché fosse sbagliata.
Ma perché l’Italia è sempre stata più veloce nel celebrare che nel costruire.

E allora la domanda finale non è “ti piace o non ti piace”.

La domanda è:

👉 vogliamo una Costituzione perfetta da applaudire…
o una Costituzione viva da far funzionare?

Il Sognatore Lento