
(Cauzione da 200.000 euro, libertà a pagamento e divieto di fuga: la perfezione quando conviene)
La Svizzera è sempre stata il Paese “perfetto”.
Quello che ti tirano fuori ogni volta che in Italia qualcosa scricchiola: ordine, regole, precisione, controlli.
Eppure, anche lì, ogni tanto la realtà fa una piega strana.
Perché quando leggi di un scarcerato con cauzione, e scopri che la cifra è una cauzione da 200.000 euro, la domanda non è più solo giuridica.
Diventa morale.
E allora sì: questa è satira sulla Svizzera, ma non per ridere e basta.
Perché quando la libertà sembra avere un prezzo, anche il Paese più “trasparente” del mondo può diventare opaco… proprio quando gli conviene.
La Svizzera delle regole: perfetta finché sei tu a sbagliare
Noi italiani siamo cresciuti con questa favola moderna:
- in Svizzera non si sgarra
- in Svizzera non si tratta
- in Svizzera la legge è legge
- in Svizzera uno vale uno, almeno davanti alle regole.
Ed è vero: se sei un cittadino normale, la Svizzera ti educa subito.
Sbagli una firma?
Ti richiamano.
Sbagli un modulo?
Te lo rimandano indietro.
Sbagli una scadenza?
Paghi.
Con calma, con ordine, con quella precisione che non alza mai la voce… ma non dimentica niente.
Il sistema funziona.
E funziona così bene che ti convince di una cosa:
👉 qui non passa nessuno.
Poi però succede qualcosa che stona.
Non un piccolo dettaglio.
Una cosa grossa.
Una cosa che pesa.
E lì scopri che il rigore, a volte, non è una linea retta.
È una linea… regolabile.
La cauzione: quando la libertà diventa “una possibilità”
La parola “cauzione” sembra pulita.
Sembra una cosa tecnica, neutra, quasi elegante.
Non è un favore, dicono.
È una garanzia.
Va bene.
Ma quando la garanzia diventa 200.000 euro, allora non stiamo più parlando di una formalità.
Stiamo parlando di una selezione.
Perché 200.000 euro non sono un dettaglio:
sono una cifra che per molti significa anni di vita.
E quindi, senza farla troppo lunga, la domanda diventa inevitabile:
👉 chi può permettersi di uscire?
👉 e chi invece resta dentro perché non ha il conto giusto?
La cauzione, in teoria, è un meccanismo di equilibrio.
Nella pratica, rischia di diventare una cosa più semplice e più dura:
un cancello che si apre solo per alcuni.
Scarcerato con cauzione: la libertà “premium”
La scena è quasi surreale, se ci pensi.
Uno viene arrestato.
Poi, a un certo punto, viene fuori:
👉 scarcerato con cauzione.
E la cifra è quella: cauzione 200.000 euro.
Ora, non stiamo facendo moralismo facile.
Non stiamo dicendo “buttiamo la chiave”.
Stiamo dicendo una cosa ancora più elementare:
👉 se la libertà torna possibile solo dopo una cifra del genere, allora la libertà non è più uguale per tutti.
Diventa una versione “premium”.
E qui la Svizzera non è diversa dal resto del mondo:
semplicemente lo fa con più eleganza.
Il capolavoro svizzero: “sì, sei libero… però non scappare”
E poi arriva la parte più bella.
Quella che merita la vignetta.
Perché insieme alla scarcerazione arriva anche l’ordine:
👉 divieto di fuga.
Che, detta così, sembra persino giusta.
Ragionevole.
Normale.
Ma se la guardi bene è un paradosso perfetto:
- ti faccio uscire
- però ti tratto come uno che potrebbe scappare.
E allora la domanda non è polemica.
È logica:
👉 se uno è pericoloso o a rischio fuga, perché lo fai uscire?
👉 e se lo fai uscire, perché l’unica garanzia vera è il denaro?
Perché il divieto di fuga è una frase scritta.
Il denaro invece è una chiave.
E spesso, nel mondo reale, le chiavi aprono più delle frasi.
Noi italiani almeno siamo disordinati a viso aperto
In Italia, quando c’è una stortura, la riconosci subito.
È rumorosa.
È confusa.
È piena di parole.
Da noi la furbizia ha il tono del bar:
👉 “Dai, non esageriamo…”
👉 “Si è sempre fatto così…”
👉 “Ma che sarà mai…”
In Svizzera la furbizia non fa rumore.
Non si chiama nemmeno furbizia.
Si chiama:
👉 “procedura”
👉 “valutazione”
👉 “misura adeguata”
👉 “equilibrio”.
Ed è questo che la rende più pericolosa:
perché ti fa sembrare tutto normale, anche quando non lo è.
Giustizia e privilegi: quando l’ordine diventa selettivo
Il punto non è insultare la Svizzera.
Il punto è smettere di usarla come santino.
Perché un sistema è davvero forte non quando funziona sempre…
ma quando resta coerente anche nei casi scomodi.
E quando entrano in gioco giustizia e privilegi, succede spesso la stessa cosa, ovunque:
- le regole diventano più morbide
- le parole diventano più tecniche
- i confini diventano più sfumati.
E alla fine ti ritrovi davanti a una sensazione semplice, fastidiosa, ma reale:
👉 la legge è uguale per tutti, ma non pesa allo stesso modo su tutti.
Conclusione: la Svizzera non è solo cioccolato (è anche convenienza)
La Svizzera resta un grande Paese.
Resta efficiente.
Resta ordinata.
Resta, in molti aspetti, un modello.
Ma non è un miracolo.
È un Paese vero.
E come tutti i Paesi veri, ogni tanto scopre anche lei l’arte delle eccezioni.
Quelle eleganti.
Quelle che non fanno scandalo.
Quelle che sembrano persino giuste.
200.000 euro.
Scarcerato con cauzione.
Divieto di fuga.
Tutto legale.
Tutto ordinato.
Tutto perfetto.
Ma la perfezione, quando diventa selettiva, non è più perfezione.
È solo una perfezione a convenienza.
E questa, oggi, è la vera notizia.

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