
Negli anni ’70 la scuola faceva paura.
E non perché fosse cattiva: perché era autorità.
Il maestro sgridava, puniva, bacchettava.
Lo studente tornava a casa, raccontava tutto…
e spesso arrivava il secondo tempo: il padre.
Era un mondo duro, sì.
Ma aveva un messaggio chiaro:
la scuola era un luogo dove si imparava anche a stare al mondo.
Oggi, nel 2025, la scena si è capovolta.
Il professore sgrida uno studente e quello non abbassa la testa.
Alza il telefono.
E la frase è sempre la stessa:
👉 “Tanto lo dico a mio padre.”
Il giorno dopo non arriva un confronto.
Non arriva un dialogo.
Arriva la minaccia.
E, nei casi peggiori, arriva la violenza.
E allora la domanda è semplice, anche se fa male:
com’è possibile che siamo passati
dalla paura del maestro…
alla paura dei genitori?
Perché quando un insegnante non è più protetto,
non perde solo lui.
Perde la scuola.
E alla fine perde un’intera generazione.
— Il Sognatore Lento ✍️🌙
Lascia un commento