
(Il Sognatore Lento)
Il Vento Blu ripartì nel pomeriggio, quando il sole era ancora alto ma già un po’ più morbido.
Jim salutò la Capretta Smemorata con la mano.
«Ciao!» gridò. «Grazie della scorciatoia!»
La capretta saltellò felice sulla collina e rispose:
«Di niente! Anche se… non mi ricordo cosa ho fatto!»
E poi rise.
E Jim rise con lei.
Perché certe risate restano addosso come il profumo del mare: non le vedi, ma le senti.
Capitan Long John sistemò il cappello da pirata e guardò Jim con aria soddisfatta.
«Esploratore…» disse.
«Hai appena imparato una cosa che molti grandi dimenticano.»
Jim lo guardò incuriosito.
«Cosa?»
Long John aprì le ali come per spiegare un segreto importante.
«Che a volte… la strada giusta è quella che non avevi previsto.»
Jim annuì.
Poi si voltò verso il mare, e la vide.
L’Isola-Luna.
Non era vicina, ma si vedeva.
Aveva proprio la forma di una mezzaluna, come se qualcuno avesse preso un pezzo di cielo e l’avesse appoggiato sul mare.
Jim sentì il cuore fare quel salto speciale, quello che non è paura e non è agitazione: è felicità che sta arrivando.
«Ci stiamo avvicinando davvero» sussurrò.
Il Vento Blu cantò, come se avesse capito.
«Fiuuuuu… fiiii…»
E il mare, intorno, brillò come una strada.
🌊 L’arrivo
Quando arrivarono, era quasi sera.
Il cielo era dorato, e le nuvole sembravano panna montata.
Il Vento Blu rallentò, e questa volta non fu per una corrente capricciosa.
Fu perché l’isola davanti a loro aveva un silenzio speciale.
Non un silenzio vuoto.
Un silenzio che diceva:
“Benvenuti.”
Jim scese dalla passerella e mise piede sulla sabbia.
La spiaggia era chiara, fine, calda.
E aveva un profumo diverso da tutte le altre:
profumava di sale… e di qualcosa che non si sapeva spiegare.
Un profumo di “prima volta”.
Jim fece un passo.
Poi un altro.
E si fermò.
Davanti a lui, sulla sabbia, c’erano delle orme.
Tantissime.
Orme piccole.
Orme grandi.
Orme sottili.
Orme rotonde.
Orme di piedi.
Orme di zampette.
Orme di qualcosa che forse aveva camminato saltando.
Jim spalancò gli occhi.
«Guarda!» disse a Long John.
«Quanta gente è passata di qui!»
Capitan Long John scese lentamente, posandosi sulla sabbia con attenzione, come se fosse un luogo importante.
«Sì» disse piano.
«Questa è la Spiaggia delle Orme Diverse.»
Jim si chinò e osservò meglio.
C’erano orme che andavano verso l’interno dell’isola.
Orme che tornavano indietro.
Orme che facevano giri strani, come se qualcuno avesse cambiato idea mille volte.
E poi ce n’erano alcune…
che si fermavano.
Come se qualcuno fosse rimasto lì, in piedi, a guardare il mare.
Jim si voltò verso l’acqua.
Il mare era calmo.
Il Vento Blu era lì, dietro di loro, come un amico che aspetta senza fretta.
Jim sentì una domanda nascere dentro.
«Ma… chi erano?» chiese.
«E dove sono adesso?»
Long John fece un piccolo verso, come quando un pappagallo si ricorda qualcosa di lontano.
«Alcuni sono tornati a casa» disse.
«Alcuni hanno trovato quello che cercavano.»
Poi fece una pausa.
«E alcuni… hanno capito che non lo stavano cercando nel posto giusto.»
Jim guardò di nuovo le orme.
Una in particolare lo colpì: era piccola, come la sua.
E accanto ce n’era un’altra, grande, come quella di un adulto.
Camminavano insieme.
Poi si separavano.
Jim deglutì piano.
Non era triste.
Era… vero.
🐚 Le conchiglie che parlano
Jim camminò lungo la spiaggia, seguendo le orme.
Ogni tanto trovava una conchiglia.
Ma non conchiglie normali.
Queste erano lisce e lucide, e quando le avvicinavi all’orecchio…
non sentivi solo il mare.
Sentivi anche qualcosa di diverso.
Jim ne raccolse una e la portò all’orecchio.
All’inizio sentì il solito shhhh… shhhh…
Poi, come un sussurro lontano, sentì una voce piccola:
«Io avevo paura… ma sono partito lo stesso.»
Jim rimase immobile.
«Long John…» disse piano.
«Ho sentito una voce.»
Long John annuì, come se fosse la cosa più normale del mondo.
«Le conchiglie qui conservano i pensieri dei viaggiatori» spiegò.
«Questa spiaggia ricorda.»
Jim prese un’altra conchiglia.
La portò all’orecchio.
«Io cercavo oro… e ho trovato un amico.»
Jim sorrise senza volerlo.
Ne prese un’altra.
«Io pensavo di essere piccolo… e invece ero capace.»
Jim sentì un brivido buono.
Non era freddo.
Era come quando una frase ti entra nel cuore e ci resta.
🐾 Le orme non sono tutte uguali
Jim continuò a camminare.
A un certo punto vide una serie di orme strane:
erano come piccoli cerchi, uno vicino all’altro, come se qualcuno avesse camminato ballando.
«Queste… chi le ha fatte?» chiese.
Long John guardò e rise.
«Ah!» disse.
«Quelle sono di un signore molto elegante che camminava sempre facendo inchini.»
Jim rise anche lui.
Poi videro orme grandi, profonde, pesanti.
Jim si fermò.
«Queste fanno un po’ paura» disse.
Long John annuì.
«Non tutto ciò che è grande fa paura» disse.
«Ma alcune cose grandi… portano grandi pensieri.»
Jim non capì bene, ma sentì che era una frase importante.
Camminarono ancora.
Poi Jim vide qualcosa che lo fece rallentare.
Un tratto di spiaggia dove le orme diventavano confuse.
Come se qualcuno avesse girato in tondo.
Come se avesse esitato.
Jim si chinò.
«Qui qualcuno non sapeva dove andare.»
Long John annuì.
«Sì» disse.
«E non c’è nulla di male.»
Jim guardò le orme che si incrociavano.
«Ma… allora perché sono venuti qui?»
Long John si sedette sulla sabbia e guardò il mare.
«Perché tutti, prima o poi, cercano un posto che gli dica:
“Va bene così.”»
Jim rimase in silenzio.
La sabbia era calda.
Il vento leggero.
E in quel momento, Jim capì una cosa che non si spiega con i numeri:
non era il primo ad essere lì.
E non sarebbe stato l’ultimo.
🌙 Un segno sulla sabbia
Jim guardò l’Isola-Luna dietro la spiaggia.
«Quindi…» disse.
«Questa spiaggia è come un libro?»
Long John sorrise.
«Sì» disse.
«Un libro senza parole.
Un libro fatto di passi.»
Jim si chinò e, con un dito, disegnò una piccola X sulla sabbia.
Non una X enorme.
Una piccola.
Poi guardò Long John.
«E noi… lasceremo le nostre orme?»
Long John lo guardò con dolcezza.
«Certo.»
«Ma non per dire “io sono stato qui”.»
Jim inclinò la testa.
«E per dire cosa?»
Long John fece una pausa, poi rispose con voce lenta:
«Per dire a chi arriverà dopo:
“Non sei solo.”»
Jim sentì il cuore scaldarsi.
Guardò le orme sulla sabbia.
Guardò il mare.
Guardò il cielo che diventava sempre più rosa.
E capì che quel posto non era solo una spiaggia.
Era un messaggio.
🌅 La sera arriva
Il sole stava scendendo.
Il Vento Blu era fermo, tranquillo, come se stesse riposando.
Jim si sedette sulla sabbia, accanto a Long John.
«Allora…» disse piano.
«Il tesoro è qui?»
Long John sorrise.
«Non ancora» disse.
«Ma ci stiamo avvicinando.»
Jim guardò la mappa.
La X rossa era sempre lì.
Ma adesso, per la prima volta…
Jim non la guardava con ansia.
La guardava con fiducia.
Perché aveva capito che un viaggio non è solo arrivare.
È anche scoprire che altri hanno camminato prima di te.
E che le orme, anche se diverse…
portano tutte allo stesso punto:
un cuore che diventa più grande.
E mentre la sera avvolgeva la Spiaggia delle Orme Diverse,
Jim pensò che forse…
…la cosa più bella di un’avventura
è sapere che qualcuno, da qualche parte,
ha lasciato un segno per te.
(di Il Sognatore Lento)
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