
(Il Sognatore Lento)
Dopo la Spiaggia delle Orme Diverse, Jim e Capitan Long John rimasero seduti un po’ in silenzio.
Il sole era quasi sparito dietro il mare.
Il cielo diventava rosa, poi arancio, poi viola.
E l’Isola-Luna, lì davanti, sembrava una promessa che stava per aprirsi.
Il Vento Blu era fermo poco lontano dalla riva.
Non si muoveva.
Non cantava.
Come se anche lui stesse aspettando.
Jim stringeva la mappa tra le mani, ma non la guardava più come prima.
Non era più una cosa che “doveva” seguire.
Era una cosa che lo accompagnava.
Capitan Long John, con il cappello da pirata un po’ storto, fissava l’interno dell’isola.
«Adesso?» chiese Jim piano.
Long John annuì.
«Adesso si entra nel Bosco che Parla Piano.»
Jim si voltò verso l’isola.
Dietro la spiaggia, infatti, c’era un bosco.
Non era un bosco scuro e spaventoso.
Era un bosco morbido, pieno di alberi alti e verdi, con foglie grandi che sembravano mani gentili.
Ma aveva una cosa strana:
non si sentiva nessun rumore.
Niente cinguettii forti.
Niente fruscii esagerati.
Niente rami che scricchiolavano.
Era come se quel bosco avesse deciso di tenere la voce bassa.
Jim deglutì piano.
Non aveva paura… ma sentiva che quel posto era importante.
«Perché si chiama così?» chiese.
Long John fece un passo nella sabbia, poi si voltò verso di lui.
«Perché qui gli alberi parlano» disse.
«Ma non con la bocca.»
Fece una pausa.
«Parlano solo a chi sa stare zitto.»
Jim rimase immobile.
«E se io… non so stare zitto?» chiese con sincerità.
Capitan Long John sorrise.
«Allora imparerai» disse.
«È per questo che siamo qui.»
🌿 L’ingresso nel bosco
Entrarono piano, lasciando la spiaggia alle spalle.
Il primo passo dentro il bosco fu come entrare in una stanza fresca dopo una giornata calda.
L’aria cambiò.
Diventò più morbida.
Profumava di foglie, di terra e di resina.
Jim guardava ovunque.
C’erano tronchi grandi, con radici che sembravano piedi enormi.
C’erano piccoli fiori nascosti tra l’erba.
C’erano pietre lisce, come se qualcuno le avesse accarezzate per anni.
Ogni tanto una foglia cadeva piano, senza fretta, come un messaggio.
Jim voleva dire mille cose.
“Guarda quello!”
“Che bello!”
“Long John, hai visto?”
Ma ogni volta che apriva la bocca, succedeva qualcosa di strano.
Il bosco sembrava fermarsi.
Non davvero…
ma come quando una stanza smette di respirare per un secondo.
Jim lo sentiva.
Allora chiudeva la bocca.
E il bosco ripartiva.
🍃 Il primo sussurro
Dopo un po’, Jim non ce la fece più.
Indicò un albero enorme e disse:
«Questo è gigante!»
Non urlò.
Non gridò.
Ma parlò.
E in quel momento…
un ramo sopra di lui si mosse.
Non per vento.
Per scelta.
La foglia più grande scese lentamente e gli cadde sulla testa.
Piano piano, come una mano che dice:
“Shhh…”
Jim rimase fermo, con la foglia in testa.
Capitan Long John lo guardò e sussurrò:
«Hai sentito?»
Jim abbassò la voce.
«Mi ha… zittito?»
Long John annuì con aria soddisfatta.
«Non è cattivo» disse.
«È solo… educato.»
Jim trattenne una risata.
🌱 La regola del bosco
Camminarono ancora.
A un certo punto, Jim vide qualcosa di meraviglioso:
un piccolo ruscello che scorreva tra le pietre, ma non faceva rumore.
L’acqua si muoveva…
ma sembrava camminare sulle punte.
Jim si chinò e mise un dito nell’acqua.
Era fredda.
Viva.
E proprio lì, vicino al ruscello, vide una cosa piccola e brillante.
Una pietra.
Non era oro.
Non era un gioiello.
Era una pietra lucida, liscia, con una forma perfetta, come una goccia.
Jim la prese.
E quando la strinse, sentì un calore leggero.
Non veniva dalla pietra.
Veniva da lui.
«Long John…» sussurrò.
«Guarda.»
Capitan Long John si avvicinò.
«Ah» disse.
«Hai trovato una Pietra-Ascolto.»
Jim spalancò gli occhi.
«Una pietra che ascolta?»
Long John annuì.
«Sì. Nel Bosco che Parla Piano, esistono cose che funzionano solo se sei calmo.»
Poi aggiunse:
«Se fai troppo rumore… spariscono.»
Jim guardò la pietra e la rimise in tasca come se fosse un tesoro segreto.
🐾 Le ombre gentili
Il bosco era pieno di ombre.
Ma non ombre cattive.
Ombre gentili, che si spostavano con il sole.
Jim ogni tanto vedeva muoversi qualcosa tra gli alberi.
Un animale?
Forse.
Ma non si vedeva bene.
«Ci sono creature qui?» chiese sottovoce.
Long John annuì.
«Sì. Ma non si mostrano a chi arriva con il rumore.»
Fece una pausa.
«Si mostrano a chi arriva con il rispetto.»
Jim inspirò piano.
E per un po’…
camminò senza parlare.
Solo passi.
Solo respiro.
Solo occhi.
E successe.
Tra due alberi, apparve un cerbiatto.
Piccolo.
Con gli occhi scuri e lucidi.
Jim si fermò.
Il cerbiatto lo guardò.
Non scappò.
Rimase lì.
Come se stesse dicendo:
“Sei tranquillo. Posso restare.”
Jim sorrise, ma non disse nulla.
Il cerbiatto fece un passo.
Poi un altro.
Poi sparì tra le foglie.
E Jim sentì un brivido buono.
🌳 Il bosco parla davvero
Camminarono ancora, finché arrivarono in un punto diverso.
Una radura.
Non grande.
Ma luminosa.
Al centro c’era un albero diverso dagli altri.
Aveva il tronco largo e le radici che sembravano braccia.
Le foglie erano più chiare, quasi argentate.
Jim si avvicinò piano.
Capitan Long John si fermò e sussurrò:
«Quello è l’Albero del Piano-Piano.»
Jim trattenne un sorriso.
«Che nome buffo.»
Long John annuì.
«È buffo perché è vero.»
Poi lo guardò.
«Qui si parla solo così: piano piano.»
Jim fece un passo.
E sentì qualcosa.
Non una voce nella testa.
Un suono nel petto.
Come quando una mamma ti chiama senza parlare.
Jim rimase immobile.
Capì.
Il bosco non parlava con parole.
Parlava con sensazioni.
Con calma.
Con quella parte del cuore che si accende quando smetti di correre.
Jim chiuse gli occhi.
E dentro sentì una frase, dolce e lenta:
“Non avere fretta.
Ci stai arrivando.”
Jim aprì gli occhi.
Capitan Long John lo guardava, serio.
«Hai sentito anche tu?» chiese Jim.
Long John annuì.
«Sì» disse.
«Il bosco ti ha parlato.»
Jim si strinse la coperta sulle spalle, anche se non faceva freddo.
«E cosa vuol dire?»
Long John sorrise.
«Vuol dire che sei pronto per la prossima parte del viaggio.»
Fece una pausa.
«Quella dove la mappa… potrebbe smettere di aiutarti.»
Jim lo guardò.
E per la prima volta, quella frase non lo spaventò.
Lo rese… curioso.
🌙 Uscendo dal bosco
Quando uscirono dalla radura, il cielo era già pieno di stelle.
Non stelle cadenti.
Stelle ferme.
Jim guardò in alto un attimo.
Poi guardò Long John.
«Ho capito» disse piano.
«Il bosco non vuole che io stia zitto per punizione.»
Long John inclinò la testa.
«E allora perché?» chiese.
Jim sorrise.
«Perché quando sto zitto… sento di più.»
Capitan Long John annuì, soddisfatto come un vero capitano.
«Esatto, esploratore.»
E mentre tornavano verso la spiaggia, Jim sentì che dentro di lui era cambiato qualcosa.
Non era diventato più forte.
Era diventato più attento.
E a volte, essere attenti…
è la forma più bella di coraggio.
(di Il Sognatore Lento)
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