🌙 Racconto 11 – Quando la Mappa Smette di Funzionare

(Il Sognatore Lento)

La notte sull’Isola-Luna era diversa da tutte le altre notti.

Non era solo buia.
Era… morbida.

Il cielo sembrava più vicino, come se le stelle si fossero abbassate per ascoltare.
E il mare, attorno all’isola, non faceva rumore.
Sussurrava appena, come una mamma che parla al suo bambino quando sta per addormentarsi.

Jim dormiva sul Vento Blu, avvolto nella sua coperta, con la mappa piegata sotto il cuscino.
Non perché avesse paura di perderla.
Ma perché gli piaceva sentire che era lì.
Vicino.

Capitan Long John, invece, non dormiva mai davvero.
Faceva finta.
Chiudeva un occhio.
Poi lo riapriva.
Poi lo richiudeva.

I capitani fanno così.

Quando arrivò il mattino, il sole salì piano dal mare, come una palla d’oro.
La luce toccò le vele, il ponte, la prua… e infine il viso di Jim.

Jim aprì gli occhi e sorrise.

Si stiracchiò.
Sbadigliò.
Poi si sedette di colpo.

«Oggi!» disse.

Capitan Long John sbatté le ali e atterrò vicino a lui con un flump un po’ pesante.

«Oggi» ripeté con voce importante.
«Oggi ci avviciniamo alla Grande X.»

Jim si portò una mano al petto, emozionato.

Scese dalla nave e mise i piedi sulla sabbia fresca del mattino.
Il bosco era lì, dietro, silenzioso come sempre.
La Spiaggia delle Orme Diverse sembrava ancora piena di passi invisibili.

Jim tirò fuori la mappa.

La aprì.

E… si fermò.

La guardò una volta.
Poi meglio.
Poi la girò un po’, come se fosse al contrario.

La X rossa… non c’era più.

Jim sentì un colpo dentro.
Un colpo piccolo, ma forte.
Come quando cerchi qualcosa nella tasca e non la trovi.

«Long John…» disse piano.
«Long John… la X…»

Capitan Long John si avvicinò e guardò.

La mappa era la stessa: ingiallita, stropicciata, piena di pieghe e segni.
C’erano ancora la baia, la foresta, il sentiero.

Ma al centro… dove prima c’era la Grande X rossa…

c’era solo carta.

Vuota.

Jim rimase immobile.

«È sparita» sussurrò.

Long John annuì lentamente, senza sorpresa.

«Sì» disse.
«Era previsto.»

Jim spalancò gli occhi.

«Previsto?!»
«Ma come può essere previsto che una mappa smetta di funzionare?»

Il pappagallo si sistemò il cappello da pirata, serio come un maestro.

«Perché questa non è una mappa normale» disse.
«È una mappa che ti accompagna finché serve.»
Fece una pausa.
«E poi… ti lascia camminare.»

Jim guardò la mappa, poi l’isola, poi Long John.

«Ma io non so dove andare!» disse.
E la sua voce tremò un po’.

Non era capriccio.
Non era rabbia.

Era quella paura piccola che arriva quando capisci che stai crescendo.

Long John non lo prese in giro.
Non fece battute.
Si chinò verso di lui, piano.

«Jim» disse.
«Guarda bene.»

Jim abbassò gli occhi.

La mappa era vuota al centro.
Sì.

Ma… non del tutto.

C’era qualcosa.

Un segno minuscolo.
Una linea leggerissima, quasi invisibile, come una cicatrice di luce.

Jim avvicinò il foglio al viso.

«C’è… un segno» sussurrò.

Long John annuì.

«La mappa non ti dice più dove» disse.
«Ti dice come.»

Jim strinse la carta tra le mani.

«E come faccio a capirlo?»

Long John alzò l’ala verso l’isola.

«Con quello che hai imparato.»

Jim guardò il mare.

Si ricordò del Mare che Ascolta:
parla piano.

Si ricordò della Corrente che Cambia Idea:
non tirare sempre.

Si ricordò della Notte delle Stelle Cadute:
guarda in alto.

Si ricordò della Capretta Smemorata:
perdersi non è sbagliare.

Si ricordò della Spiaggia delle Orme Diverse:
non sei solo.

Si ricordò del Bosco che Parla Piano:
stai zitto e senti.

Jim respirò.

E all’improvviso capì una cosa.

La mappa non era rotta.

Stava facendo esattamente quello che doveva fare.

Non per farlo soffrire.
Per farlo crescere.

Jim chiuse gli occhi per un momento.
Sentì il vento.
Sentì l’odore di mare.
Sentì il canto lontano del Vento Blu.

Poi aprì gli occhi e guardò davanti a sé.

Non cercò più la X sulla carta.

Cercò un segno nell’isola.

E lo vide.

Tra due rocce, poco lontano dalla spiaggia, c’era un sentiero.

Non grande.
Non evidente.

Un sentiero che sembrava fatto apposta per essere notato solo da chi osserva davvero.

Jim lo indicò.

«Lì» disse.

Capitan Long John sorrise.

«Esatto.»

Jim strinse la mappa e fece un passo.

Poi si fermò.

«E se sbaglio?» chiese.

Long John lo guardò con dolcezza.

«Allora imparerai un’altra cosa» rispose.
«E sarà comunque parte del tesoro.»

Jim fece un respiro profondo.

E per la prima volta, senza una X che gli dicesse cosa fare…

si sentì davvero un esploratore.

Fece un altro passo.
E poi un altro.

Il sentiero entrava nell’isola, tra pietre e foglie.
Il sole filtrava piano, come se anche lui volesse accompagnarlo.

Capitan Long John lo seguì, senza fretta.

E mentre Jim camminava, la mappa, nella sua tasca, sembrò diventare più leggera.

Come se non fosse più un ordine.

Ma un ricordo.

E così iniziò la parte più importante dell’avventura:

quella in cui Jim non seguiva più un segno rosso sulla carta…

ma una luce nuova dentro di sé.

(di Il Sognatore Lento)


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