Categoria: Gabriele D’Annunzio
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Capitolo 21-Seconda Parte – Dopo il fuoco
Con la fine dell’impresa di Fiume, Gabriele D’Annunzio entra in una nuova fase della sua vita: il silenzio. In questo capitolo il poeta lascia la scena pubblica e attraversa il confine invisibile tra mito e storia, tra comando e isolamento. L’Italia del dopoguerra non è più pronta a seguirlo, mentre il suo linguaggio inizia a…
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Capitolo 20 – Il Natale di Sangue: il giorno in cui il sogno fu ferito
«Dicembre 1920 — La Regia Marina bombarda Fiume. Il poeta non scende a patti.»In Il Vate e la sua terra Il vento di dicembre sibila tra le strade di Fiume.Non è un inverno come gli altri:è un inverno che ha fame. La città resiste da più di un anno,ma i rifornimenti scarseggiano,la politica internazionale stringe…
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Capitolo 18 – Il folle volo: Vienna, la sfida impossibile
Il volo su Vienna non fu solo un’azione militare, ma un gesto simbolico che cambiò il modo di raccontare la guerra. Il 9 agosto 1918, gli Ansaldo S.V.A. della squadriglia La Serenissima sorvolarono la capitale dell’Impero austro-ungarico senza sganciare bombe, lasciando cadere volantini come messaggi di sfida e di libertà. In quell’alba sospesa tra paura…
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Capitolo 19 – il sogno di Fiume: quando la patria diventa una città
«12 settembre 1919 — Il poeta guida i legionari alla conquista del destino negato.»In Il Vate e la sua terra La guerra è finita,ma la pace ha il sapore amaro delle promesse tradite. L’Italia ha vintoma si sente sconfitta.Ha riempito le trincee di eroie ora riempie le strade di reduci dimenticati. Ai tavoli della pace,a…
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Capitolo 17 – La voce del Piave: quando il dolore si fa grido di vittoria
Il Capitolo 17 de Il Vate e la sua terra esplora un momento cruciale della Prima Guerra Mondiale, con un focus sulla figura di Gabriele D’Annunzio. Dopo essere stato gravemente ferito, D’Annunzio non solo affronta il dolore fisico ma lo trasforma in forza, diventando il simbolo di una resistenza eroica. Il capitolo descrive la sua…
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Capitolo 16 – La ferita che scrive: nascita del Notturno
Nel gennaio 1916, un volo sull’Isonzo cambia per sempre il destino di Gabriele d’Annunzio. Un colpo improvviso alla leva di comando lo ferisce all’occhio destro: il poeta dei cieli precipita in un abisso di dolore e oscurità. La vita è salva, ma la luce è perduta. Comincia così la sua stagione più drammatica e più…
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Capitolo 15 – L’occhio dell’eroe: la notte che cambiò il destino
«Bevilacqua, notte del 16 gennaio 1916 — una raffica nemica colpisce il Vate in volo.»In Il Vate e la sua terra Il cielo, che gli aveva dato le ali,ora gli preparava la sua prima grande ferita. È una notte gelida sull’Isonzo.Il vento punge come una lama sottile,ma il biplano su cui D’Annunzio vola vibra di…
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📖 Capitolo 14 – Il poeta dell’aria: quando il coraggio prende le ali
Gabriele D’Annunzio scopre l’aviazione nel 1915: dai cieli di Taliedo al volo su Trieste, dove i volantini diventano un’arma simbolica. Tra pericolo, visione e propaganda, il poeta trasforma la guerra in un gesto di audacia e comunicazione. Il Vate si fa aviatore: il coraggio prende le ali.
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Capitolo 13 – Il poeta in uniforme: nascita del mito del combattente
Nel 1915, Gabriele D’Annunzio non è più soltanto il poeta che infiamma le piazze: è un soldato in prima linea. Dalle trincee dell’Isonzo ai reparti d’élite degli Arditi, la sua voce diventa arma, il suo coraggio esempio. Ferito, indisciplinato, audace: così nasce il mito del Vate combattente, pronto ad abbandonare la terra per conquistare il…
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Capitolo 12 – Il ritorno alla patria e la fiamma interventista
Tra il 1913 e il 1916, Gabriele D’Annunzio vive la metamorfosi più profonda della sua vita: da poeta della bellezza a profeta dell’azione. Intuisce l’arrivo della guerra, incontra Benito Mussolini nelle piazze dell’interventismo e si arruola volontario per trasformare la parola in gesto, l’arte in vita. Ferito e quasi cieco, scrive Notturno, l’opera della visione…