
Il brodo di pollo, la pasta fatta in casa, le pallottine e i quadrucci. Dalle cinque del mattino.
A Montenerodomo, nel dopoguerra, il Natale aveva un rito preciso e un orario preciso.
Non cominciava a tavola.
Cominciava alle cinque del mattino, in cucina.
Fuori era ancora buio, il freddo stringeva le case e la montagna stava ferma.
Dentro, il fuoco veniva acceso piano. La pentola grande saliva sul camino.
E nel fondo, il pollo.
Perché a Montenerodomo una cosa era certa:
Natale senza brodo non era Natale.
🍲 Il brodo: il centro di tutto
Non pecora. Non manzo.
Pollo.
Un pollo allevato in casa, tenuto apposta per le feste.
Niente si buttava:
- ossa
- carne
- interiora
Tutto finiva nella pentola.
Il brodo doveva cuocere a lungo, senza fretta, diventare forte, profumato, capace di scaldare la casa prima ancora dei piatti.
Quel brodo non era solo cibo: era attesa, cura, memoria.
⏰ Dalle cinque del mattino
Si iniziava presto perché il brodo doveva “tirare”.
Qualcuno restava in cucina, qualcuno entrava e usciva.
Si assaggiava.
Si diceva: “Ancora no.”
Il Natale, a Montenerodomo, si sentiva prima di vedersi.
🍝 Il primo: pasta fatta in casa
Il primo piatto era un gesto di casa, non un lusso.
Era pasta fatta in casa, preparata con quello che c’era, ma fatta bene:
- impasto semplice
- taglio a mano
- pazienza e silenzio
E poi, al momento giusto, dentro al brodo: caldo, vero, “di sostanza”.
🍲 Dentro il brodo: quadrucci o pallottine
Dentro quel brodo, oltre alla pasta “normale”, a volte comparivano le varianti

che a Montenerodomo si ricordano bene:
- quadrucci, piccoli, tagliati a mano
- oppure pallottine di carne, minuscole, preparate con attenzione
Pochi ingredienti, ma un risultato che sembrava festa anche quando la vita era dura.
🥩 Il pollo, dopo
Non tutto il pollo restava nel brodo.
Una parte veniva servita come secondo:
- lesso
- diviso con attenzione
- senza abbondanza, ma senza ingiustizie
Tutti dovevano avere qualcosa.
Anche poco.
🍞 Il pane
Pane fatto in casa, cotto a legna.
Spesso raffermo, ma quel giorno “buono”.
Si inzuppava nel brodo.
Era normale.
Era così che si faceva.
🍰 Il dolce
Dopo, se c’era:
- ferratelle
- celli
- frittelle semplici
Poco zucchero.
Ma il profumo restava per giorni.
🍷 Il vino
Vino fatto in casa.
Allungato con acqua.
Bevuto piano.
Non per festeggiare.
Per accompagnare.
👨👩👧👦 La tavola
Si mangiava insieme.
Si parlava poco.
Si pensava a chi mancava: chi non c’era più, chi era lontano, chi sarebbe partito.
Quel brodo diceva una cosa sola:
“Siamo arrivati anche a questo Natale.”
✨ Perché ricordarlo
Questa non è nostalgia.
È precisione.
A Montenerodomo:
- Natale era brodo
- brodo era pollo
- e il primo era pasta fatta in casa
- con quadrucci o pallottine, quando si poteva
Chi è partito lo sa.
Chi è rimasto lo ricorda.
Chi viene dopo deve saperlo.
Perché un paese vive anche nei dettagli giusti.
— Il Sognatore Lento
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