Quando restano solo le fabbriche

Atessa
polo industriale della Val di Sangro.
Capannoni, produzione, export.
Una delle realtà economiche più solide del territorio.
Poi arriva la nuova classificazione.
Non sei più montagna.
Altitudine insufficiente.
Pendenza non conforme.
Status revocato.
E improvvisamente scatta l’allarme.
Come faremo senza i vantaggi della montagna?
Senza i benefici?
Senza l’etichetta?
Domanda legittima.
Ma anche curiosa.
Perché se sei forte, resti forte.
Se sei solido, resti solido.
Se sei ricco, non diventi povero per decreto altimetrico.
La verità è semplice:
Atessa non perde ricchezza.
Non perde industria.
Non perde forza economica.
Perde un’etichetta.
E forse, più dell’etichetta,
perde credibilità.
Perché chi si presenta come locomotiva
non dovrebbe aver bisogno del carrello supplementare.
Non è una bancarotta.
È una contraddizione.
E quella sì,
fa più rumore di qualsiasi dislivello.

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