
Le strutture sono importanti, ma il vero investimento dovrebbe essere riportare ragazzi e ragazze a scegliere Villa Santa Maria.
Leggo con interesse la notizia dell’ennesimo investimento destinato all’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria.
Una nuova mensa.
Nuove attrezzature.
Nuovi arredi.
Nuovi impianti.
Quasi due milioni di euro complessivi tra realizzazione della struttura e dotazioni.
Una cifra importante.
E proprio perché si tratta di una cifra importante, credo sia giusto porsi una domanda.
Siamo sicuri che oggi il problema principale del Marchitelli sia la mensa?
Chi ha frequentato questa scuola negli anni del suo massimo splendore ricorda una realtà ben diversa da quella attuale.
Le iscrizioni sfioravano gli ottocento studenti.
Il convitto maschile ospitava oltre centocinquanta ragazzi.
Quello femminile superava spesso le ottanta presenze.
I convitti erano pieni.
Le aule erano piene.
I laboratori erano pieni.
Villa Santa Maria era una destinazione ambita da giovani provenienti da molte regioni italiane.
Oggi la situazione è sotto gli occhi di tutti.
Gli iscritti sono circa centosettantacinque.
I convittori maschi sono una cinquantina.
Le convittrici poco più di venti.
In pratica, meno di un terzo dei convittori rispetto agli anni in cui la scuola viveva la sua stagione migliore.
E qui nasce una riflessione che credo molti condividano.
La nuova mensa non servirà per le esercitazioni didattiche.
Non sarà un nuovo laboratorio professionale.
Non sostituirà le cucine e le sale utilizzate dagli studenti per imparare il mestiere.
Servirà principalmente per il vitto dei convittori.
E allora la domanda diventa inevitabile.
Se i convittori diminuiscono anno dopo anno, era davvero questa la priorità?
Perché una mensa serve a chi già c’è.
Ma il problema del Marchitelli oggi è che gli studenti sono sempre meno.
Forse qualcuno obietterà che questi fondi erano destinati all’edilizia scolastica e non potevano essere utilizzati diversamente.
Può darsi.
Ma questo non cambia la sostanza del problema.
Perché il futuro del Marchitelli non si giocherà sulla qualità delle sedie, dei tavoli o delle cappe di aspirazione.
Si giocherà sulla capacità di riportare studenti a Villa Santa Maria.
Con quasi due milioni di euro quanti progetti di promozione si sarebbero potuti immaginare?
Quante borse di studio?
Quanti incentivi per il convitto?
Quante agevolazioni per i pendolari?
Quanti autobus a prezzi accessibili per le famiglie?
Quante iniziative per attrarre ragazzi anche da fuori regione?
Quante campagne di orientamento nelle scuole medie?
Quante collaborazioni con le grandi realtà della ristorazione italiana?
Sono domande che meritano una risposta.
Perché il rischio è quello di avere strutture sempre più moderne e studenti sempre meno numerosi.
E sarebbe un paradosso amaro.
Nessuno contesta la nuova mensa.
Nessuno è contrario agli investimenti.
Ma forse oggi il Marchitelli ha bisogno soprattutto di un’altra opera.
Non un nuovo edificio.
Un nuovo progetto.
Una visione.
Una strategia capace di riportare vita nei convitti, nelle aule e nei laboratori.
Perché una mensa si può costruire in pochi anni.
La reputazione di una scuola si costruisce in decenni.
E si perde molto più velocemente.
Oggi il Marchitelli ha una nuova mensa.
Domani speriamo abbia anche molti più convittori.
Perché le mense si costruiscono.
Gli studenti si conquistano.
E una scuola si misura dai ragazzi che riesce ad attrarre e formare, non dai metri quadrati che riesce a inaugurare.
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