Tag: Abruzzo
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Il giorno dopo la festa a Montenerodomo
Una scena di cucina contadina racconta la saggezza semplice delle famiglie di Montenerodomo: il giorno dopo la festa nulla si spreca, tutto si riscalda e si condivide. Tra stufa accesa, avanzi che diventano più buoni e tavole modeste ma piene di dignità, riaffiora la memoria di un Abruzzo autentico, dove il cibo era rispetto, lavoro…
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📺 Montenerodomo, primi anni ’60: la TV non era in casa… era un evento
Montenerodomo, primi anni ’60: per vedere la televisione si andava in una sala e serviva la tessera. Un ricordo di comunità, paese e vita condivisa.
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La pizza scima
Pizza scima abruzzese: il pane senza lievito della tradizione chietina. Ricetta originale con farina solina, olio EVO e Trebbiano d’Abruzzo, raccontata in stile Il Sognatore Lento.
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Regione Abruzzo: “mangiare bene” non basta. Bisogna formare bene.
Abruzzo e “mangiare bene”: la collaborazione con uno chef stellato può aiutare, ma senza investire nelle scuole alberghiere il progetto resta vetrina. Formazione, lavoro e futuro dei ragazzi devono diventare la priorità.
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IL FUTURO LO BLOCCA LA GENTE, NON SOLO LA POLITICA.
Risposta civile e satirica a un manifesto politico contro l’amministrazione di Lanciano: treni, bus, terminal e ospedale. Il vero problema non è solo la politica, ma la mentalità provinciale e il campanilismo che blocca il futuro.
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La Sgranatura a Montenerodomo
Vignetta illustrata dedicata alla tradizione della sgranatura del granturco a Montenerodomo, nel cuore dell’Abruzzo montano. Una scena conviviale: famiglie riunite in stalla, pannocchie arrostite sul fuoco, organetto che suona e sorrisi che raccontano un tempo in cui il lavoro diventava festa. Parte della serie visuale sulle antiche usanze dei borghi abruzzesi.
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Capitolo 12 – Il ritorno alla patria e la fiamma interventista
Tra il 1913 e il 1916, Gabriele D’Annunzio vive la metamorfosi più profonda della sua vita: da poeta della bellezza a profeta dell’azione. Intuisce l’arrivo della guerra, incontra Benito Mussolini nelle piazze dell’interventismo e si arruola volontario per trasformare la parola in gesto, l’arte in vita. Ferito e quasi cieco, scrive Notturno, l’opera della visione…
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Capitolo 9 – Il ritorno alla terra e il mito di Iorio (1904–1907)
Dopo la passione e la gloria, Gabriele D’Annunzio torna alle origini. Tra la Capponcina e l’Abruzzo della memoria, il poeta riscopre la voce della terra e scrive le sue tragedie più intense: La Fiaccola sotto il moggio e Più che l’amore. È la stagione del silenzio e della verità, dove la parola si fa pietra,…
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Capitolo 10 – Gli anni dell’assedio e de “La Nave” (1908–1909)
Tra il tramonto della Capponcina e le luci di Parigi, Gabriele D’Annunzio affronta la prova dell’esilio. Costretto a lasciare l’Italia per i debiti, trova in Francia una nuova patria artistica, dove la parola si trasforma in gesto e la solitudine diventa arte. Tra salotti e malinconie, scrive La Nave e rinnova la propria visione del…