🌕 Racconto 13 – La Prova della Luna Piena

(Il Sognatore Lento)

Dopo la Paura che Non Fa Male, il sentiero diventò più chiaro.

Non perché fosse più facile.
Ma perché Jim camminava diverso.

Aveva ancora quel nodo piccolo nel petto, sì…
ma non lo odiava più.
Non cercava di scacciarlo.

Lo portava con sé, come si porta una coperta quando fa un po’ freddo:
non perché sei debole…
ma perché vuoi stare bene.

Capitan Long John lo seguiva in silenzio, con lo sguardo attento.

Il bosco intorno cambiava lentamente.

Gli alberi non erano più fitti come prima.


Le foglie diventavano più chiare.
E nell’aria c’era un profumo nuovo:
un profumo di pietra calda, di luce e di mare lontano.

Jim camminò ancora un po’…
poi si fermò.

Davanti a lui il sentiero finiva.

Non c’era un muro.
Non c’era un cancello.
Non c’era una porta.

C’era una radura rotonda.

Perfetta.

Al centro, una pietra grande e piatta, come un tavolo naturale.
E sopra quella pietra… c’era qualcosa.

Una ciotola.

Una ciotola semplice, di legno chiaro, liscia come se fosse stata accarezzata da tante mani.

Jim si avvicinò piano.

Sopra la ciotola non c’era oro.
Non c’era una chiave.
Non c’era un biglietto.

C’era solo… una goccia d’acqua.

Una sola.

Eppure quella goccia brillava come una stella.

Jim rimase immobile.

Capitan Long John si fermò dietro di lui e sussurrò:

«Eccoci.»

Jim si voltò.

«Questa è… la prova?» chiese.

Long John annuì.

«Sì» disse.
«La Prova della Luna Piena.»

Jim guardò in alto.

Ma era giorno.
La luna non si vedeva.

«Ma… la luna piena dov’è?» chiese.

Long John sorrise.

«Qui» disse, e toccò con una zampa il petto di Jim.
«La luna piena non è sempre nel cielo.»
Fece una pausa.
«A volte è dentro.»

Jim si sentì arrossire, senza sapere perché.

Poi guardò di nuovo la ciotola.

«E cosa devo fare?» chiese.

Long John alzò le ali lentamente.

«Niente di difficile» disse.
«E proprio per questo… è difficile.»

Jim non capì.

Long John indicò la goccia.

«Devi dire la verità» disse.
«Una sola verità.»

Jim sentì il cuore battere più forte.

Non era una prova di forza.
Non era una gara.
Non era “chi è più bravo”.

Era una prova che faceva paura in un modo nuovo.

Perché dire la verità…
a volte è più difficile che attraversare un bosco.

Jim si avvicinò alla pietra.

Guardò la goccia.

La goccia sembrava guardare lui.

Jim aprì la bocca…
ma non uscì nulla.

Si grattò la testa.
Poi guardò Long John.

«Quale verità?» chiese.

Capitan Long John non lo aiutò.

Non gli diede una frase pronta.
Non gli disse cosa dire.

Si limitò a sussurrare:

«Quella che non dici mai.»

Jim deglutì.

Pensò a tante cose.

Pensò alla mamma alla locanda.
Pensò al mare.
Pensò al Vento Blu che cantava.
Pensò alla Capretta Smemorata.
Pensò alle orme sulla spiaggia.

E poi pensò a una cosa piccola, nascosta.

Una cosa che non aveva detto a nessuno.

Jim guardò la goccia e parlò piano.

«Io…» disse.
«Io ho paura di non essere abbastanza.»

Il silenzio della radura si fece ancora più dolce.

Capitan Long John non disse nulla.
Non rise.
Non fece il buffone.

Rimase fermo.

E la goccia… tremò.

Non perché c’era vento.
Perché aveva ascoltato.

Jim continuò, con la voce più piccola.

«Ho paura che tutti si aspettino che io sia coraggioso.»
Fece una pausa.
«E che se io tremo… allora non valgo.»

Disse quelle parole e sentì gli occhi pizzicare un po’.

Non pianse.
Ma era vicino.

Capitan Long John fece un passo avanti.

«E adesso?» chiese Jim, quasi sussurrando.
«Ho detto la verità… e mi sento strano.»

Long John annuì.

«È normale» disse.
«La verità fa aria.»
Fece una pausa.
«E quando entra aria… il cuore respira.»

Jim guardò di nuovo la ciotola.

La goccia d’acqua non era più una goccia.

Era diventata… due.

Jim spalancò gli occhi.

«Si è… moltiplicata?»

Long John sorrise.

«Sì» disse.
«Perché la verità, quando è vera… fa nascere altra verità.»

Jim rimase a bocca aperta.

Le due gocce tremolarono, poi diventarono tre.

Poi quattro.

E in pochi istanti, nella ciotola comparve un piccolo specchio d’acqua.

Un lago minuscolo.

Jim si chinò.

E vide qualcosa.

Non vide il cielo.
Non vide il bosco.

Vide… la luna.

Una luna piena perfetta, rotonda, luminosa, riflessa nell’acqua.

Ma la luna non era in cielo.

Era lì.

Nella ciotola.

Nella sua verità.

Jim sentì un brivido buono.

«È bellissima…» sussurrò.

Long John annuì.

«Questa è la Prova della Luna Piena» disse.
«Non ti chiede di essere forte.»
Fece una pausa.
«Ti chiede di essere vero.»

Jim guardò la luna riflessa.

E per la prima volta sentì una cosa nuova:

non era solo un bambino che seguiva una mappa.

Era un bambino che stava imparando a conoscere se stesso.

Jim si voltò verso Long John.

«E ho superato la prova?» chiese.

Long John fece un sorriso grande.

«Sì» disse.
«Perché non hai detto una frase bella.»
Fece una pausa.
«Hai detto una frase tua.»

Jim respirò.

Il nodo nel petto era ancora lì…
ma non stringeva più.

Era come se fosse diventato più morbido.

Jim guardò la ciotola e la luna.

E in quel momento, dal bosco arrivò una luce.

Una luce lenta.

Non un lampo.

Una luce come un sentiero che si accende.

Tra gli alberi, una strada luminosa apparve, come se la luna avesse deciso di scendere e guidarli.

Capitan Long John indicò il sentiero.

«Adesso possiamo andare» disse.

Jim guardò la strada.

Poi guardò la ciotola.

Poi guardò Long John.

E capì la lezione.

Il tesoro non era avanti.

Il tesoro stava cominciando dentro.

Jim fece un passo sul sentiero di luce.

E mentre camminava, sentì che la luna piena, quella vera…

non era più solo nel cielo.

Era nel suo coraggio di essere sincero.

(di Il Sognatore Lento)


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