
LUNA TRA DUE MONDI
Luna si svegliò con il cuore che batteva ancora forte, come se fosse rimasto nella stanza segreta della scuola.
Si preparò in fretta, senza quasi sentire la colazione.
Finalmente avrebbe rivisto Sara. E forse… quella porta.
Quando arrivò in classe, Sara era già lì, seduta al banco, il braccialetto blu che sembrava più luminoso del solito.
«Ieri non è stato un sogno, vero?» sussurrò Luna.
Sara scosse la testa piano.
Negli occhi, la stessa paura.
Negli occhi… la stessa curiosità.
La prof Silvestri entrò proprio in quel momento.
«Oggi lavoriamo con i colori acrilici» annunciò, battendo le mani. «Ricordate: bisogna lasciar parlare le emozioni.»
Forse la prof non sapeva quanto stessero già “parlando”, dentro di loro.
Una lezione che prende vita
Ogni ragazzo ricevette una piccola tela bianca.
Luna la fissava, come se fosse un portale verso qualcos’altro.
«Che disegnamo oggi?» chiese Sara.
«Non lo so» rispose Luna. «Sento… qualcosa.»
La prof si avvicinò:
«Vespri, lascia che sia la tua mano a decidere.»
Facile a dirsi.
Luna aveva paura di aprire quella porta invisibile che ora sentiva ovunque.
Ma poi prese un colore blu notte.
Come la calma prima del mistero.
Cominciò a tracciare onde, curve, linee che sembravano muoversi.
Il quaderno, chiuso nello zaino accanto al banco, vibrò.
Una corrente d’aria leggera sfiorò i pennelli.
La finestra tremò.
I colori sul foglio brillarono.
«Wow…» mormorò Sara.
Il primo potere
Improvvisamente, la linea blu tracciata da Luna si sollevò dalla tela.
Un filo di luce liquida, fluttuante.
Luna lasciò cadere il pennello.
Sara spalancò gli occhi.
La prof Silvestri osservava.
Calma.
Come se lo aspettasse.
La linea blu si arrotolò, diventò un piccolo uccellino di luce.
Batteva le ali.
Vivo.
Luna alzò lentamente una mano.
E l’uccellino… le si posò sul dito.
Il cuore di Luna si fermò un istante.
La magia non era più solo nel quaderno.
«Questo… l’hai fatto tu» sussurrò Sara, piena di meraviglia.
Il fiato trattenuto della classe
I compagni non avevano ancora notato nulla.
Era come se l’incanto fosse visibile solo a loro…
e alla prof.
«Luna» disse Silvestri, con una voce bassa e limpida. «Ascolta bene: l’arte non crea solo colori. L’arte crea mondi.»
Poi, la prof sfiorò l’uccellino di luce.
E in un soffio, tornò a essere una semplice linea sul foglio.
«Dobbiamo parlare, tu ed io» aggiunse.
«Presto.»
Luna deglutì.
Era terrorizzata.
Ed entusiasta.
Due emozioni che iniziavano a camminarle accanto… insieme.
Una pausa fuori dal tempo
All’intervallo, Luna e Sara si rifugiarono sul retro della scuola, dove nessuno andava mai.
«Hai visto che cosa hai fatto?» disse Sara.
«Non volevo…» rispose Luna.
Poi si corresse: «O forse sì. Ma non lo so.»
Sara la fissò.
Seria.
Vicino al braccialetto blu, una luce verde comparve per un istante.
«Mi sa che non sei l’unica» disse piano.
Luna seguì il suo sguardo.
Nel cortile, vicino alla vecchia ala chiusa… una terza scintilla argentea brillò, come un segnale.
Tre luci.
Tre destini.
La voce del quaderno tornò nel suo pensiero:
Siete state scelte.
Non potete tornare indietro.
La verità che si avvicina
Luna inspirò profondamente.
Aveva sempre avuto paura della sua diversità.
Adesso, quella diversità prendeva forma, respirava, volava.
Sara la prese per mano.
«Qualsiasi cosa sia… la affrontiamo insieme, ok?»
Luna annuì.
Le parole si formarono da sole sulle sue labbra:
«Siamo già nel Patto.»
Il vento soffiò più forte.
Un ululato della campanella le riportò in classe.
Ma niente, da quel momento in avanti, sarebbe stato più “normale”.
La magia aveva aperto gli occhi.
E anche Luna.


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