
L’altra sponda del Tanaro
Il Roero è spesso considerato il fratello meno celebrato delle Langhe, ma possiede una personalità propria e ben definita.
Separato dalle colline del Barolo e del Barbaresco dal fiume Tanaro, questo territorio mostra un carattere diverso, quasi opposto.
Se nelle Langhe dominano suoli compatti di marne e argille, nel Roero la terra cambia volto.
Qui prevalgono sabbie antiche, depositi marini risalenti a milioni di anni fa che rendono il terreno più leggero, friabile e con una grande capacità di drenaggio.
Questa differenza geologica influenza profondamente il comportamento della vite e il carattere dei vini.
Geografia del Roero
Il Roero si estende sulla riva sinistra del Tanaro, tra la città di Alba e il confine con la provincia di Asti.
Il paesaggio è molto diverso da quello delle Langhe.
Le colline sono più irregolari, con versanti sabbiosi e pendii segnati da profonde incisioni del terreno.
La caratteristica geologica più spettacolare del territorio sono le Rocche del Roero, grandi scarpate sabbiose formatesi nel corso dei millenni per effetto dell’erosione.
Queste fratture naturali interrompono le colline creando un paesaggio unico, fatto di vigneti, boschi e pareti di sabbia gialla che ricordano in alcuni punti ambienti quasi alpini.
Le altitudini dei vigneti variano generalmente tra i 200 e i 400 metri, con esposizioni spesso favorevoli alla maturazione delle uve.
Cenni storici
La viticoltura nel Roero ha radici molto antiche.
Già in epoca romana queste colline erano coltivate a vite, ma lo sviluppo più importante arrivò nel Medioevo, quando i monasteri e le famiglie nobiliari iniziarono a organizzare la coltivazione delle vigne.
Il nome del territorio deriva dalla potente famiglia Roero, una dinastia di banchieri e mercanti originaria di Asti che nel Medioevo acquisì vasti possedimenti in queste colline.
Per secoli il Roero rimase una terra agricola legata alla policoltura: oltre alla vite si coltivavano cereali, frutta e nocciole.
Solo nel Novecento la viticoltura iniziò a specializzarsi sempre di più, fino ad arrivare al riconoscimento della DOC Roero nel 1985 e successivamente della DOCG Roero nel 2004.
Il Nebbiolo del Roero
Il Nebbiolo coltivato nel Roero non ha la stessa struttura severa dei grandi vini delle Langhe.
I suoli sabbiosi producono vini:
- più leggeri nella struttura
- con tannini più morbidi
- con profumi più floreali e immediati
Nel bicchiere emergono spesso note di:
- rosa
- lampone
- fragola
- spezie leggere
Il Roero Nebbiolo è quindi spesso più accessibile in gioventù, capace di esprimere eleganza senza richiedere lunghi anni di attesa.
Roero Arneis
Il bianco simbolo del territorio
Il vero emblema del territorio è però il Roero Arneis.
L’Arneis è un vitigno bianco storico del Piemonte che ha trovato proprio nel Roero il suo habitat naturale.
Per molto tempo fu considerato difficile da coltivare, tanto da essere soprannominato in dialetto “arneis”, cioè il ribelle.
Negli anni Settanta rischiò addirittura di scomparire, ma grazie al lavoro di alcuni produttori visionari il vitigno è stato recuperato e valorizzato.
Oggi il Roero Arneis è uno dei bianchi più rappresentativi del Piemonte.
Nel bicchiere si riconosce per:
- profumi di pera e mela bianca
- note di fiori di campo
- accenni di mandorla fresca
- una bocca morbida sostenuta da buona freschezza
È un vino elegante, gastronomico e molto versatile negli abbinamenti.
I principali comuni del Roero
Il territorio del Roero è composto da una serie di piccoli centri collinari che conservano ancora oggi un forte legame con la tradizione agricola e vitivinicola. Tra i centri più importanti del Roero spicca Canale, considerato da molti il cuore storico del territorio. Situato al centro delle colline del Roero, il paese ha svolto per secoli un ruolo fondamentale come punto di scambio commerciale per i prodotti agricoli della zona. Ancora oggi Canale rappresenta uno dei principali riferimenti della viticoltura locale, grazie alla presenza di numerose cantine e a una forte tradizione enogastronomica.
Un altro centro di grande importanza è Montà, situato nella parte più settentrionale del Roero. Le sue colline sono caratterizzate da suoli sabbiosi e da un paesaggio segnato dalle celebri Rocche, profonde incisioni nel terreno che rendono il territorio particolarmente suggestivo. Anche qui la coltivazione della vite rappresenta da secoli una delle attività principali.
Tra i comuni storicamente legati alla produzione vitivinicola troviamo anche Vezza d’Alba, le cui colline si affacciano verso la valle del Tanaro e ospitano vigneti ben esposti, ideali per la coltivazione del Nebbiolo e dell’Arneis. Poco distante si trova Piobesi d’Alba, un piccolo centro circondato da vigne e cascine che rappresenta uno degli esempi più autentici del paesaggio agricolo del Roero.
Infine, Pocapaglia è un comune noto non solo per la produzione viticola ma anche per il particolare ambiente naturale che lo circonda. Le Rocche che caratterizzano questa zona creano un paesaggio unico, dove vigneti, boschi e pareti sabbiose si alternano dando vita a uno degli scenari più suggestivi di tutto il territorio del Roero.
Insieme, questi comuni contribuiscono a definire l’identità di un territorio che, pur meno famoso delle vicine Langhe, possiede una personalità forte e una tradizione vitivinicola profondamente radicata nella storia del Piemonte.
Questi comuni rappresentano il cuore della produzione di Roero DOCG.
La DOCG del Roero
Il territorio del Roero è valorizzato dalla denominazione Roero DOCG, riconosciuta nel 2004.
Questa denominazione comprende due principali tipologie di vino:
Roero DOCG
vino rosso ottenuto principalmente dal vitigno Nebbiolo, che nei suoli sabbiosi del Roero esprime uno stile più elegante e delicato rispetto ai Nebbioli delle Langhe.
Roero Arneis DOCG
vino bianco ottenuto dal vitigno Arneis, considerato la varietà simbolo del territorio. Si distingue per profumi delicati di frutta bianca, fiori e mandorla, accompagnati da una buona freschezza e da una struttura armoniosa.
La DOCG Roero rappresenta oggi una delle espressioni più importanti della viticoltura piemontese e contribuisce a definire l’identità enologica di questo territorio.
Cantine di riferimento
Negli ultimi decenni il Roero ha conosciuto una crescita importante dal punto di vista qualitativo. Questo sviluppo è stato reso possibile grazie al lavoro di alcuni produttori che hanno creduto nel potenziale del territorio, valorizzando sia il Nebbiolo sia l’Arneis e contribuendo a definire lo stile moderno dei vini del Roero.
Tra le realtà più significative si distingue Malvirà, una delle aziende che hanno avuto un ruolo centrale nella valorizzazione del Roero Arneis e nella diffusione dell’immagine del territorio anche sui mercati internazionali. Il lavoro svolto in vigna e in cantina ha contribuito a dimostrare come i suoli sabbiosi del Roero possano esprimere vini di grande eleganza e precisione.
Un’altra figura fondamentale per la storia recente del Roero è quella di Matteo Correggia, produttore visionario che negli anni Novanta ha dato un impulso decisivo alla qualità dei vini della zona. Il suo lavoro ha contribuito a cambiare la percezione del Roero, dimostrando che questo territorio poteva esprimere vini di grande personalità.
Anche la storica cantina Bruno Giacosa, celebre soprattutto per i suoi Barolo e Barbaresco, ha posseduto vigneti nel Roero, contribuendo indirettamente alla valorizzazione della zona e alla diffusione della conoscenza dei suoi vini.
Tra le aziende che oggi rappresentano con continuità il territorio si possono citare anche Deltetto, realtà familiare storicamente legata alla produzione di Roero Arneis e Roero DOCG, e Cascina Ca’ Rossa, cantina che ha contribuito a consolidare la reputazione qualitativa del Roero negli ultimi decenni.
Infine, Cascina Chicco rappresenta una delle aziende più dinamiche del territorio, capace di unire tradizione e innovazione nella produzione dei vini del Roero.
Grazie al lavoro di questi produttori, il Roero ha progressivamente rafforzato la propria identità enologica, dimostrando che questo territorio, pur meno noto delle Langhe, possiede un patrimonio viticolo di grande valore. 🍷
Queste aziende hanno avuto un ruolo importante nella valorizzazione del Roero Arneis e del Roero Nebbiolo.
Un territorio di eleganza silenziosa
Il Roero non possiede forse la fama internazionale delle Langhe, ma proprio per questo conserva un carattere più discreto e autentico.
È un territorio dove il vino non cerca di imporsi con potenza, ma preferisce raccontarsi con finezza, leggerezza e precisione.
Ed è proprio in questa eleganza silenziosa che il Roero trova la sua identità più profonda. 🍷


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