Categoria: Montenerodomo
-
🕮 16 – Montenerodomo – il paese che resta
Un viaggio nella storia dell’emigrazione da Montenerodomo tra fine Ottocento e dopoguerra: dalle valigie di cartone verso l’America alle miniere europee, tra sacrifici, speranza e identità che non si è mai persa.
-
21 – Montenerodomo – il paese che resta
Un viaggio nella memoria di Montenerodomo, alla scoperta del cosiddetto “Lago”: il luogo dove per generazioni le donne del paese lavavano i panni, tra fatica e solidarietà. Non solo un tratto del torrente, ma il cuore nascosto di una comunità, fatto di mani screpolate, ceste pesanti e canti condivisi. Un racconto che restituisce dignità alla…
-
14 – Montenerodomo – il paese che resta
Montenerodomo tra le macerie e la ricostruzione. Il campanile abbattuto, la chiesa segnata dal fuoco e dalla guerra, ma ancora in piedi come un cuore di pietra che batte. Un racconto di dolore e rinascita, di un paese che imparò a ricostruirsi pietra dopo pietra, silenzio dopo silenzio.
-
🕯️ Capitolo – La veglia e il lago: come il paese viveva la morte
A Montenerodomo, la morte non era silenzio ma voce collettiva. Le donne si stringevano attorno al defunto, tra dolore, curiosità e devozione. Nelle case, nelle preghiere e persino al lavatoio, il lutto diventava racconto e memoria. Un frammento di vita di paese, dove anche il dolore aiutava a ricostruire la comunità.
-
Pennadomo – Il paese scolpito nel silenzio della roccia
Un volo poetico sopra Pennadomo, il paese scolpito nella roccia. Dall’alto, la pietra parla al cielo e il silenzio diventa racconto. Ogni casa, ogni ombra, ogni sguardo custodisce la memoria di chi è partito e di chi resta. Una vista che non è solo dall’alto — ma dal cuore.
-
Con la prima neve: Montenerodomo, il borgo che resiste a 1165 metri
Storia, identità e futuro di Montenerodomo, borgo abruzzese a 1.165 m. Cinquecento anime, emigrazione, cammini, ospitalità diffusa: un paese che non si arrende.
-
La prima neve sulla Maiella
👉 La prima neve sulla Maiella, vista da Montenerodomo. Un paesaggio che incanta e commuove, ma che porta con sé una domanda: chi resterà a guardarlo, se i paesi continuano a svuotarsi? La montagna custodisce memoria e bellezza, ma senza comunità rischia di restare sola.
-
11 – Montenerodomo – il paese che resta
Dopo la guerra e la distruzione, Montenerodomo rinasce tra le macerie. Le prime case costruite a Piano Janiero e a Fonticelle, la chiesa di San Martino come cuore spirituale, la scuola e il mercato che riprendono vita. Il 9 marzo 1948 viene inaugurato l’asilo infantile sorto sulle rovine del palazzo De Thomasis, simbolo della rinascita…
-
18 – Montenerodomo – il paese che resta
Tra il freddo dell’inverno e il fuoco del focolare, le famiglie montane si riunivano per realizzare un rito antichissimo e vitale: l’uccisione del maiale. Non solo carne, ma sicurezza, festa e sussistenza. A Montenerodomo il “maiale” era la cassaforte dei contadini: simbolo di sopravvivenza, memoria e comunità.
-
Capitolo 10 – Montenerodomo, 1944-48: il dilemma della ricostruzione
👉 Montenerodomo, 1944-48: il dilemma della ricostruzione Dopo la ritirata dei tedeschi e il difficile rientro degli sfollati, il paese si trovò davanti a una scelta cruciale: ricostruire il borgo distrutto o trasferirlo in una nuova area più accessibile, a Fonticelle, accanto a Juvanum. Ne nacque una controversia aspra, culminata nel referendum del 1946. La…