Categoria: Montenerodomo
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La generazione che saluta
Ogni giovane che parte lascia dietro di sé una casa più silenziosa, una finestra meno accesa, un paese un po’ più vuoto. Una riflessione sullo spopolamento e sulla generazione costretta a salutare.
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Le luci spente d’inverno
Un paese non muore all’improvviso. Si spegne lentamente, una luce alla volta. Una riflessione sullo spopolamento delle aree interne, tra promesse elettorali, silenzi d’inverno e comunità che resistono.
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Aurora Rossi e quella vittoria che vale molto di più
Ci sono vittorie che nascono molto prima di un palco: tra autobus all’alba, freddo, sacrifici e sogni custoditi in silenzio. Complimenti ad Aurora Rossi, orgoglio di Montenerodomo e di tutti i ragazzi delle aree interne.
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Agosto non è la vita
Agosto riempie le piazze, ma non basta a salvare i paesi. Un riflessivo articolo sullo spopolamento delle comunità montane, tra turismo dei “borghi”, silenzio invernale e il bisogno di riportare vita vera nei paesi dell’Appennino.
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Quando il tempo decide chi si salva
Dopo l’attentato di Modena e la rapidità dei soccorsi, nasce una riflessione sulle aree interne del Medio-Alto Sangro e delle montagne tra Abruzzo e Molise. Un articolo sulla sanità nei piccoli paesi, sui tempi di emergenza, sullo spopolamento e sul diritto di vivere in territori che chiedono servizi, sicurezza e futuro.
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Io non voglio il borgo. Io voglio il paese.
Un viaggio tra spopolamento, silenzio e futuro negato nei piccoli paesi dell’Abruzzo interno. Da Montenerodomo a Torricella Peligna, passando per Pizzoferrato, Pennadomo e Colledimacine: il rischio non è perdere un borgo turistico, ma vedere scomparire intere comunità. Un articolo civile e diretto sul declino demografico delle aree montane italiane.
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24 – Montenerodomo – il paese che resta
Montenerodomo non è fatto solo di case e strade. È fatto di mani. Mani che costruivano, riparavano, sostenevano. Mani che lavoravano nei campi, nelle botteghe, nelle cantine. Questo è il racconto di un tempo in cui ogni mestiere serviva a tutti, in cui nulla si sprecava e in cui anche chi partiva restava legato al…
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Le sei e quaranta
Alle sei e quaranta la montagna è ancora sospesa tra notte e giorno. Quattro ragazzi, zaino in spalla e occhi assonnati, aspettano alla fermata del bus mentre il fiato si vede nell’aria fredda. Sullo sfondo le case illuminate a tratti e il sole che prova a salire dietro le cime. Dal cielo scendono parole che…
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🥣 Quando per colazione non c’erano le Gocciole…
🥣 Quando per colazione non c’erano le Gocciole… Ma eravamo ricchi comunque! La colazione a Montenerodomo non aveva biscotti confezionati, ma pane, olio, zucchero, e soprattutto un caffè forte. Nei giorni di festa, si aggiungevano le pizze e foje o la pasta e fagioli della sera prima. Non c’erano merendine, ma la forza di ciò…
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Capitolo 26 🗝️ La chiave nella porta – Quando a Montenerodomo non serviva bussare
Un racconto di fiducia, vicoli aperti e case che non avevano paura di nessuno. A Montenerodomo la chiave restava nella porta: bastava dire permesso per sentirsi di famiglia. Un ricordo semplice, un mondo che parlava di comunità più che di serrature.