
Tra identità storica e riscoperta
La viticoltura dell’Abruzzo si fonda su un patrimonio ampelografico che unisce vitigni storici e varietà riscoperte negli ultimi decenni. In una regione dove il paesaggio cambia rapidamente tra il Mare Adriatico e le montagne dell’Appennino, anche il vigneto riflette questa diversità.
Per lungo tempo l’Abruzzo è stato identificato quasi esclusivamente con il Montepulciano, ma accanto a questo grande vitigno rosso esiste una serie di varietà bianche e locali che contribuiscono a definire il carattere del territorio.
Montepulciano
Il pilastro della viticoltura abruzzese
l Montepulciano è il vitigno simbolo dell’Abruzzo e rappresenta la base della denominazione Montepulciano d’Abruzzo. Più di ogni altro vitigno ha saputo interpretare il paesaggio collinare che si estende tra il Mare Adriatico e le montagne dell’Appennino.
Si tratta di una varietà tardiva e vigorosa, capace di adattarsi ai suoli argillosi e calcarei tipici delle colline abruzzesi. Questa adattabilità ha favorito la sua diffusione su gran parte del territorio regionale, rendendolo il vitigno più coltivato.
Nel bicchiere il Montepulciano dà origine a vini riconoscibili per:
- colore rosso rubino molto intenso
- profumi di amarena e prugna
- struttura importante
- tannini generalmente morbidi.
Con l’affinamento possono emergere note più complesse di spezie, cacao e liquirizia.
Dal Montepulciano nasce anche il Cerasuolo d’Abruzzo DOC, rosato tradizionale ottenuto da brevi macerazioni che conferiscono al vino il tipico colore ciliegia.
👉 Approfondimento Montepulciano: origine del vitigno, diffusione storica, comportamento nei diversi territori e stili di vinificazione del Montepulciano.
Trebbiano d’Abruzzo
Il bianco della tradizione
è uno dei vitigni bianchi storici dell’Abruzzo e da secoli

rappresenta una parte importante della viticoltura regionale. È coltivato soprattutto nelle colline che collegano il Mare Adriatico alle pendici dell’Appennino.
Per lungo tempo questo vino è stato associato a una produzione semplice e quotidiana. Negli ultimi decenni, tuttavia, una maggiore attenzione alla gestione dei vigneti e alle tecniche di vinificazione ha dimostrato che il Trebbiano d’Abruzzo può esprimere vini di grande equilibrio ed eleganza.
Nel bicchiere si distingue generalmente per:
- colore giallo paglierino chiaro
- profumi delicati di frutta bianca
- buona freschezza
- equilibrio gustativo.
Quando proviene da vigneti ben posizionati e viene vinificato con attenzione, il Trebbiano può sviluppare anche una buona capacità evolutiva, arricchendosi nel tempo di note di mandorla ed erbe aromatiche.
👉 Approfondimento Trebbiano: origine del vitigno, diffusione in Abruzzo, caratteristiche agronomiche e stile dei vini Trebbiano d’Abruzzo.
Pecorino

Il vitigno ritrIl vitigno ritrovato
Il Pecorino è uno dei vitigni bianchi più interessanti dell’Abruzzo e rappresenta uno dei casi più significativi di recupero di una varietà storica della viticoltura dell’Italia centrale.
Per lungo tempo questo vitigno era stato quasi abbandonato a causa della scarsa produttività, che lo rendeva poco conveniente in un periodo in cui la viticoltura privilegiava soprattutto la quantità. A partire dagli anni Novanta alcuni produttori hanno iniziato a recuperarlo, intuendone il grande potenziale qualitativo.
Il Pecorino predilige zone collinari fresche e ben ventilate, spesso situate a quote leggermente più elevate rispetto ai vigneti costieri.
Nel bicchiere si distingue generalmente per:
- profumi intensi
- note agrumate e floreali
- buona struttura
- acidità marcata.
Grazie a queste caratteristiche il Pecorino dà origine a vini freschi, strutturati ed espressivi, diventando negli ultimi anni uno dei protagonisti della nuova viticoltura abruzzese.
👉 Approfondimento Pecorino: origine del vitigno, diffusione nell’Italia centrale, caratteristiche agronomiche e stile dei vini Pecorino.
Passerina
La freschezza dell’Adriatico
La Passerina è uno dei vitigni bianchi più diffusi lungo la fascia adriatica

dell’Italia centrale e trova una presenza significativa anche nell’Abruzzo. Coltivata soprattutto nelle colline che guardano il Mare Adriatico, rappresenta uno dei bianchi più tipici della tradizione vitivinicola costiera.
Il vitigno è apprezzato per la sua capacità di mantenere una buona freschezza naturale e di produrre vini equilibrati e di facile bevibilità.
Nel bicchiere la Passerina si distingue generalmente per:
- colore giallo paglierino chiaro
- profumi floreali e agrumati
- freschezza evidente
- struttura leggera ed equilibrata.
Grazie a queste caratteristiche dà origine a vini freschi e fragranti, molto legati al paesaggio luminoso della costa adriatica.
👉 Approfondimento Passerina: origine del vitigno, diffusione nell’Italia centrale, caratteristiche agronomiche e stile dei vini Passerina.
Cococciola

Il bianco della costa teatina
La Cococciola è uno dei vitigni autoctoni più caratteristici dell’Abruzzo ed è coltivata soprattutto nelle colline della provincia di Chieti, lungo la fascia che guarda il Mare Adriatico.
Per molti anni è stata utilizzata soprattutto come uva da taglio, grazie alla sua capacità di apportare freschezza e acidità ai vini bianchi. Negli ultimi anni, tuttavia, alcuni produttori hanno iniziato a vinificarla in purezza, mettendone in evidenza le qualità.
Nel bicchiere la Cococciola si distingue generalmente per:
- colore giallo paglierino chiaro
- profumi delicati di agrumi e fiori bianchi
- freschezza evidente
- struttura leggera ed equilibrata.
Grazie alla sua naturale freschezza la Cococciola dà origine a vini semplici, piacevoli e molto legati alla tradizione della costa adriatica.
👉 Approfondimento Cococciola: origine del vitigno, diffusione nella costa teatina e caratteristiche agronomiche della Cococciola.locale e il desiderio di valorizzare le varietà storiche del territorio.
Montonico
La memoria contadina
Il Montonico è uno dei vitigni bianchi più antichi dell’Abruzzo ed è

storicamente legato alle colline della provincia di Teramo.
Per secoli ha fatto parte della viticoltura contadina locale, dove veniva coltivato accanto ad altre varietà tradizionali per la produzione di vini destinati al consumo familiare.
Nel bicchiere il Montonico si distingue generalmente per:
- colore giallo paglierino chiaro
- profumi delicati di frutta bianca
- buona freschezza naturale
- struttura snella ed elegante.
Negli ultimi anni questo vitigno sta vivendo una fase di riscoperta grazie al lavoro di alcuni produttori che ne stanno valorizzando le caratteristiche.
👉 Approfondimento Cococciola: origine del vitigno, diffusione nelle colline teramane e caratteristiche dei vini Montonico.
Altri vitigni presenti in Abruzzo
Tra tradizione e sperimentazione
Accanto ai vitigni storici che hanno costruito l’identità della viticoltura abruzzese — Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina, Cococciola e Montonico — negli ultimi decenni il vigneto regionale si è arricchito anche di altre varietà.
Alcuni di questi vitigni erano già presenti in passato ma in forma marginale, mentre altri sono stati introdotti più recentemente nell’ambito di un processo di rinnovamento della viticoltura.
Tra le varietà bianche si trovano, ad esempio:
- Chardonnay
- Malvasia
- Pinot Grigio.
Tra i vitigni a bacca rossa sono invece presenti:
- Sangiovese
- Merlot
- Cabernet Sauvignon.
Queste varietà non rappresentano il cuore storico della viticoltura regionale, ma in alcune zone hanno contribuito ad ampliare il panorama produttivo e a offrire nuove interpretazioni del territorio.
Nonostante questa apertura verso altre varietà, l’identità del vigneto abruzzese rimane profondamente legata ai suoi vitigni tradizionali. Il Montepulciano continua a rappresentare la colonna portante della produzione regionale, mentre i vitigni bianchi storici stanno vivendo una fase di crescente valorizzazione.
In questo equilibrio tra tradizione e innovazione si sviluppa oggi la viticoltura dell’Abruzzo.

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