2 -Un anno con Lume – dodici mesi di storia

🦊 Episodio II

Febbraio – Il freddo che resta

Il freddo non era finito.

Lume uscì dalla tana
e sentì subito l’aria pungente sul muso.

La neve era ancora lì,
ma non era più soffice come prima.

Era dura.
Compatta.

Sotto le zampe faceva un rumore secco.

— È cambiato… — disse piano.

Fece qualche passo.

Il bosco era sempre bianco,
ma non era più silenzioso come prima.

C’era qualcosa di diverso.

Un piccolo scricchiolio tra i rami.
Un soffio di vento.
Un suono lontano.

Lume si fermò.

— Chi c’è?

Nessuna risposta.

Solo il rumore della neve sotto le sue zampe.

Aveva fame.

Annusò il terreno,
scavò appena…
ma non trovò nulla.

— Non c’è niente…

Fece un altro passo.
Poi un altro.

E si accorse di una cosa.

Sulla neve c’erano segni.

Non i suoi.

Impronte leggere.
Sottili.
Veloci.

Qualcuno era passato.

Lume le seguì con lo sguardo.

— Non sono sola…

Fece un passo in quella direzione.
Poi un altro.

Con attenzione.

Il cuore batteva un po’ più forte.

Non era paura.

Era curiosità.

Un battito d’ali.

Lume alzò la testa.

Su un ramo, sopra di lei,
c’era un uccellino.

Piccolo.
Scuro.
Attento.

La guardava.

— Sei stato tu? — chiese Lume.

L’uccellino inclinò la testa.

— Forse.

Lume fece un passo avanti.

— Qui non c’è niente da mangiare.

— Lo so — rispose l’uccellino.

— E allora perché resti?

L’uccellino fece un piccolo salto sul ramo.

— Perché non si può sempre scappare dal freddo.

Lume lo guardò.

— E allora cosa si fa?

— Si resta… e si resiste.

Fece una pausa, poi aggiunse:

— Questo periodo si chiama febbraio.

Lume inclinò la testa.

— Febbraio?

— Sì. Questo è febbraio.
Viene dopo gennaio.

— Sì… gennaio me l’ha detto la lepre.

Lume guardò il bosco.

La neve dura.
Il freddo che non passava.
Il cibo che mancava.

— E com’è… febbraio?

L’uccellino rispose con calma:

— È un mese difficile.
Fa ancora freddo.
Il cibo è poco.
E bisogna resistere.

Lume abbassò lo sguardo.

— Non è facile…

— No — disse l’uccellino —
ma è così che si va avanti.

Il vento passò tra i rami.

E portò con sé un odore diverso.

Non era odore di neve.
Non era odore di alberi.

Era qualcosa di estraneo.

Lume si irrigidì.

— Cos’è questo odore?

L’uccellino guardò lontano.

— Qualcosa che non appartiene al bosco.

Lume non capiva.

— Cosa?

Un rumore secco.

Poi un altro.

Diverso dal vento.
Diverso dai rami.

Lume fece un salto indietro.

— Cos’è stato?

L’uccellino si fermò, immobile sul ramo.

— Quando senti questi rumori…
è meglio allontanarsi.

— Dove?

— Tra gli alberi più fitti. Presto!

Lume non esitò.

Corse.

La neve scricchiolava sotto le zampe.
Il respiro si fece corto.

Si fermò solo quando il bosco diventò più chiuso, più scuro.

Il silenzio tornò.

Ma non era più lo stesso.

— Perché dobbiamo nasconderci? — chiese Lume.

L’uccellino si posò su un ramo più basso.

— Perché non tutto ciò che arriva da fuori è gentile.

Lume abbassò lo sguardo.

Le sue impronte sulla neve erano chiare.

— E se arrivano qui?

— Devi essere più attenta.

Il vento passò leggero.

Lume guardò la neve.

Poi provò.

Mise la zampa dove la neve era già segnata.

Piano.

Un passo.
Poi un altro.

— Così — disse l’uccellino —
lasci meno tracce.

Lume non rispose.

Ma stava imparando.

Fece un passo.
Poi un altro.

— Febbraio è difficile… — disse piano.

Il freddo era ancora lì.
La fame anche.

Ma adesso sapeva una cosa in più.

— …ma si può attraversare.

L’uccellino volò poco più avanti.

— Non sei sola — disse.

Lume alzò la testa.

Fece un altro passo.

E questa volta…

non stava solo andando avanti.

Stava imparando davvero.

La poesia del mese

🦊Febbraio – Il mese più corto
passa veloce, lo sanno anche i bambini.
Fa ancora freddo, spesso c’è il gelo,
ma qualche volta si vede il sole nel cielo.

Febbraio è il mese del Carnevale,
con maschere, colori e tanto allegria.

Dopo febbraio, piano piano,
arriva marzo.


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